Seconda rivoluzione industriale: tesina e mappa concettuale

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Tesina di terza media con mappa concettuale sulla Seconda rivoluzione industriale (24 pagine formato doc)

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: TESINA

La seconda rivoluzione industriale.

Indice:
Storia: La società industriale
Italiano: Brano antologico ‘Uno sciopero gli inizi del secolo’
Letteratura: Giovanni Verga e il brano ‘Rosso Malpelo
Cittadinanza e Costituzione: L’ONU e l’UNICEF
Inglese: Charles Dickens e la Società Vittoriana
Tecnologia: L’età dell’acciaio e dell’elettricità, del petrolio e della chimica
Scienze: La medicina scientifica
Francese: La Torre Eiffel
Arte: Il divisionismo l’opera ‘Lo stato sociale’
Musica: L’Ottocento.

Seconda rivoluzione industriale: tesina di arte

MAPPA CONCETTUALE SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ESAME TERZA MEDIA

Storia - La società industriale. II fenomeno dell'industrializzazione, iniziato nel Settecento, si era esteso nel corso dell'Ottocento a diversi Paesi d'Euro¬pa e agli Stati Uniti, delineando le caratteristiche fondamen¬tali della società nella quale viviamo ancora oggi. Se in pre¬cedenza i protagonisti dell'economia erano stati l'agricoltura, l'artigianato, le piccole industrie, adesso la base dello sviluppo economico divenne la grande industria.

Questo portò a im¬portanti mutamenti nella società e nella cultura. I più rilevanti furono i seguenti:
• lo sviluppo di industrie, commerci e banche accrebbe l'im¬portanza della borghesia; quest'ultima, a mano a mano che si rafforzava, assumeva un peso politico sempre maggiore;
• con il moltiplicarsi delle fabbriche, si formò una nuova clas¬se costituita dagli operai; la classe operaia, assai numerosa, rivendicava migliori condizioni di vita e maggiore partecipa¬zione politica;
furono quindi fondati partiti e associazioni (come i sindacati) che intendevano tutelare le masse di lavoratori;
• nacquero teorie che puntavano a dare una spiegazione generale e unitaria dei feno¬meni politici ed economici, la più importante delle quali fu il marxismo.

Seconda rivoluzione industriale: tesina di terza media

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ARTE

Con la rivoluzione industriale, il lavoro delle macchine iniziò a sostituire quello dell'uomo. Le macchine, naturalmente, erano molto più rapide degli operai: di con¬seguenza la produzione aumentò grandemente, mentre diminuiva il costo dei beni prodotti. Si abbassò il livello di capacità tecniche richiesto al lavoratore; i tempi e i ritmi di lavoro dipendevano ormai dalle macchine, che venivano fatte funzionare senza tempi morti; le lavorazioni erano organizzate minimizzando gli sprechi di tempo e di denaro. Il bisogno di energia, il gran numero di macchine indispensabili alle varie fasi di lavorazio ne del prodotto e la necessità di ridurre il tempo di trasporto dei vari materiali consiglia-vano di concentrare svariati macchinari in un solo luogo: nacque così la fabbrica.
Le fabbriche tendevano a concentrarsi negli stessi luoghi o regioni, perché le pro¬duzioni erano collegate. Per esempio, il produttore di filati forniva la materia prima al produttore di tessuti, e far sorgere le due fabbriche lontane l'una dall'altra avrebbe fatto • aumentare i costi di trasporto. Talvolta, invece, la concentrazione delle fabbriche era i dovuta alla disponibilità di materie prime: l'industria siderurgica, per esempio, nacque ; vicino alle miniere di ferro e di carbone. La concentrazione delle industrie determinò la formazione di città e regioni industriali.

Prima e seconda rivoluzione industriale: differenze

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Le fabbriche avevano bisogno di lavoratori. Perciò molti contadini e braccianti abbandonarono le campagne per lavorare in fabbrica: le paghe dell'industria, pur essendo molto basse, rappresentavano comunque un miglioramento e un fattore di stabilità per chi era abituato a vivere di stenti. Gli aspiranti operai, però, erano più numerosi dei posti disponibili. Di ciò approfittarono le prime industrie, che offrivano salari bassi e condizioni di lavoro assai dure, con orari giornalieri di 14/15 ore: il la¬voratore che avesse rifiutato tali condizioni, sarebbe stato rimpiazzato facilmente. In modo simile veniva sfruttato anche il lavoro dei bambini e delle donne.
Questa situazione si protrasse finché i lavoratori non si unirono in organizzazioni, i sindacati, in grado di rappresentarli sul piano politico facendo valere la loro voce.
I lavoratori delle fabbriche furono detti proletari e proletariato la loro classe so¬ciale. Più tardi, lo sviluppo impetuoso delle industrie avrebbe richiesto il lavoro anche di operai specializzati (elettricisti, meccanici, carpentieri ecc); insieme con questi proletariato costituì la classe operaia.