Tesina sul Neolitico: agricoltura e allevamento

Appunto inviato da kikkaf94
/5

Tesina sulla storia del ruolo dell'uomo nel Neolitico (da cacciatore e produttore di cibo): l'agricoltura e l'allevamento nel Neolitico (5 pagine formato pdf)

NEOLITICO: AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO

L’uomo da cacciatore a produttore di cibo: il Neolitico
Tra il modello di vita delle comunità più antiche, del Paleolitico Superiore, e di quelle più recenti, del Neolitico, si frappone quel momento cruciale dello sviluppo dell'umanità che va sotto il nome di rivoluzione agricola o rivoluzione neolitica, secondo la definizione dell’archeologo Gordon Childe, un momento che è certo durato molto a lungo, una rivoluzione che ha impiegato secoli per compiersi.
Un simile evento non si produsse ovviamente all'improvviso, ma fu un processo lento e certamente la somma di tentativi riusciti e falliti, di progressi e regressi.
Come non fu necessariamente un processo unitario, non si produsse necessariamente in un luogo esclusivo e poté compiersi con modalità e tempi diversi nelle diverse regioni, ma condusse ovunque ad un arricchimento basilare delle forme di vita sociale ed economica, delle esperienze culturali e tecnologiche dell'uomo.

Neolitico: agricoltura

COSA SI COLTIVAVA NEL NEOLITICO

Per molto tempo si è pensato che il Vicino Oriente avesse goduto di un'assoluta priorità o addirittura esclusività nel verificarsi di questo fondamentale fenomeno. L'estendersi delle ricerche in altre parti del mondo porta a rettificare quest'opinione in una prospettiva storica più ampia ed in particolare assumono grande importanza a questo proposito i dati emersi nel Sudest asiatico. Ma la pluralità dei centri primitivi di diffusione di questo fenomeno basilare per la storia dell'uomo non influisce sul significato che esso ha per la formazione delle civiltà dell'antico Oriente e, indirettamente, per la preistoria della nostra civiltà.
 

Neolitico: riassunto

ATTREZZI AGRICOLI USATI NEL NEOLITICO

Gli avvenimenti che caratterizzano questo momento di millenaria durata portano infatti al trapasso da una forma di vita ad un'altra del tutto diversa, che rappresenta la base per la nascita delle grandi civiltà orientali. Le origini di questo processo non sono note nei dettagli ed è condizione invidiabile riuscire a tracciarne le tappe principali in regioni più o meno estese.
L'arricchirsi delle conoscenze prodotto dal recente fiorire di indagini archeologiche sulla preistoria del Vicino Oriente permette comunque di riconoscere questa come una delle aree dove da più antica data scattò la molla della rivoluzione agricola. E’ infatti indubbio che il Vicino Oriente fu uno di quei luoghi privilegiati che godettero di due condizioni fondamentali per il successo della rivoluzione agricola, anzitutto la presenza spontanea delle specie selvatiche che furono poi coltivate e addomesticate con successo. Gli antenati selvatici dei cereali, quali le diverse qualità di orzo e frumento, si diffondono infatti nella zona primaria tra il 13000 e l’8000 a.C. con il clima più caldo e umido dell'età postglaciale, come i quadrupedi progenitori di animali domestici quali pecora, capra, maiale, bue, per tacere del cane.