Rivoluzione Francese

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Nella seconda metà del Settecento la Francia era ancora arretrata dai punti di vista economico e sociale.
Infatti la Francia aveva un modello di organizzazione politica, sociale ed economica basata ancora sull’ antico regime, caratterizzato da una monarchia assoluta e dalla suddivisione della società in tre ordini: clero,nobiltà e Terzo Stato. I primi due ordini,godevano di molti privilegi, i principali sono: non pagavano le tasse e disputavano di un tribunale speciale. Lo Stato si trovava di fronte a un grave deficit economico perché i  costi delle guerre non  erano compensati dai soldi ricavati dalle tasse. Infatti il popolo francese viveva d’estrema povertà.
Per far fronte alle spese, il ministro delle Finanze Jacques Necker dichiarò che le tasse le dovevano pagare anche la nobiltà e l’alto clero. Per questo il 5 maggio 1789 Luigi XVI convocò gli Stati Generali. I deputati del Terzo Stato chiesero di votare per testa ( un voto per ogni deputato ) e non per ordine ( un voto per ogni ordine ). Però Luigi XVI rifiutò questa richiesta così il Terzo Stato decise di creare una nuova assemblea chiamata Assemblea Nazionale(17 giugno 1789). Il 9 luglio 1789 l’ Assemblea Nazionale prese il nome di Assemblea Nazionale Costituente ponendosi il compito di elaborare una nuova Costituzione, al fine di dare un diverso ordinamento allo Stato e garantire maggiore giustizia a tutti i cittadini. Il 14 luglio 1789 per far fronte al tentativo del re di bloccare con l’uso delle armi le iniziative dell’ Assemblea Costituente, il popolo di Parigi attaccò le carceri della Bastiglia, simbolo del potere del regio, dove erano carcerati molti prigionieri politici. Il 4 agosto l’ Assemblea Costituente riuscì a far abolire i diritti feudali e ogni privilegio.