Tesina sulla rivoluzione industriale: cause e conseguenze

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Tesina di storia sulla rivoluzione industriale italiana, francese e inglese: cause e conseguenze (4 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: CAUSE E CONSEGUENZE

La Prima Rivoluzione Industriale.

Nei primi dell’800 i cambiamenti che vi furono in breve tempo portarono a una profonda trasformazione dei paesi che venne chiamata "rivoluzione" in quanto determinò un radicale cambiamento nei modi e nelle condizioni di produzione dei beni manifatturieri e in tutti i settori della vita economica e sociale. Fu grazie all'introduzione di innovazioni tecnologiche che si sviluppò un nuovo sistema di produzione.
In solo un ventennio le fabbriche aumentarono a dismisura e la popolazione crebbe di oltre dieci volte. Era dunque in atto una rivoluzione industriale, dove le conseguenze si possono notare nel campo della produzione: l’impiego di macchine sostituiva le fatiche dell’uomo aumentando notevolmente la produttività del lavoro. Altro punto fondamentale di questa rivoluzione furono i brevetti che dal 1760 al 1825, andarono sempre più crescendo.

Rivoluzione industriale inglese: riassunto

 

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE IN ITALIA

Vi fu l’invenzione del telaio meccanico, ma la più importante fu l'invenzione della meccanica a vapore, brevettata da Watt nel 1769. Questa aiutò il rendimento di industrie e mezzi di trasporto(battello a vapore)sfruttando risorse illimitate e di basso costo, dando inizio così alla nascita delle grandi fabbriche. E per ultimo fu il lavoro a domicilio che con l’avvento di tutte queste innovazioni perse d’importanza a tal punto quasi da scomparire. Uno dei principi notevoli della rivoluzione fu la divisione del lavoro che permetteva agli operai di specializzarsi in un ramo ben specifico della fabbricazione dei beni, di conseguenza l’operaio non doveva eseguire l’intero manufatto ma solo una parte, questo sistema apportò negli anni successivi l’introduzione della catena di montaggio, ma solo nel 1910. È dunque palese che questo modo di lavorare richiedeva una forte disciplina e una rigida organizzazione di lavoro dell’operaio, cose sconosciute un tempo per i vari metodi di produttività assai a rilento per i più svariati motivi. Il lavoro in fabbrica era differente: il ritmo instancabile delle macchine e gli operai costretti a lavorare sotto la sorveglianza di guardiani pronti a punire al minino accenno di sgarro da parte lei lavoratori.

Rivoluzione francese e rivoluzione industriale: saggio breve

 

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE FRANCESE

L’ambiente di lavoro in genere era un luogo malsano e costruito senza alcun rispetto delle più elementari norme igieniche e sanitarie. Per es. le fabbriche di cotone che dovevano avere un determinato tasso di umidità non solo per evitare la rottura del filato ma anche per la salute dei lavoratori costretti a respirare un’aria insalubre e piena di fiocchi di cotone. Tutta questa superficialità nella considerazione degli ambienti di lavoro era anche la causa della durata media della vita assai bassa, molti lavori erano considerati dei veri e propri avvelenatori dovuti anche all’uso incauto di sostanze nocive e quando un uomo decideva di intraprendere quel determinato lavoro si poteva quasi stabilire in anticipo la data della sua morte. Ma non solo le fabbriche erano rischiose, anche le abitazioni o meglio l’igiene che mancava in queste era spesso causa di malattie. Una dozzina di coinquilini costretti a vivere in cantine umide, sporche e con servizi insufficienti.

Rivoluzione industriale: cause

 

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE CAUSE

Pian piano gli operai si resero conto di essere dei meccanismi utili solo per il funzionamento della società e niente di più, giungendo a conclusioni di rivolta ed emancipazione. Infatti negli ultimi anni del settecento in molti paesi europei cominciarono le prime rivolte contro le tecniche meccaniche, con il nome di luddismo, dove durante queste manifestazioni gli operai saccheggiavano e bruciavano le fabbriche. Punto drammatico della rivoluzione industriale fu l’impiego massiccio di donne e bambini nelle attività produttive. Le donne venivano impiegate a lavorare in campi e spesso in attività gravose e insalubri, per quanto riguarda i più piccoli il loro impiego fu particolarmente elevato nelle industrie di cotone dove servivano da “riallacciatori”: praticamente dovevano infilarsi dietro le macchine e fare attenzione che i fili di cotone non si slacciassero e in tal caso sostituirli.