Tesina sulle guerre persiane: cause e conseguenze

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Tesina che descrive le cause e le conseguenze delle guerre persiane, ossia i conflitti combattuti tra le poleis greche e l'Impero persiano (8 pagine formato doc)

TESINA SULLE GUERRE PERSIANE: CAUSE E CONSEGUENZE

Guerre persiane: cause e conseguenze.

Guerre per la libertà. I. L'impero persiano
A.    Il Gran Re Ciro
Mentre in Grecia si sviluppava la civiltà delle poleis, in Oriente si formava l'impero persiano: uno Stato immenso che andava dalla valle dell'Indo alle coste della Libia.
La storia dell'espansione persiana ebbe inizio dall'altopiano iraniano, corrispondente all'attuale Iran. In quell'area geo¬grafica, prima del VII secolo a.C., vi erano gli Assiri che do¬minarono con il terrore i popoli sottomessi.
Poi, nel 612 a.C., l'impero degli Assiri venne distrutto dal popolo dei Medi. Infine verso la metà del VI secolo a.C. il popolo dei Persia¬ni, fino ad allora sottomesso ai Medi, si ribellò. Lo guida¬va il Gran Re tiro, della famiglia degli Achemenidi, chia¬mata così perché sosteneva di discendere da Achemene, il mitico antenato di tutte le tribù persiane.

Guerre persiane: riassunto

PERCHE' GLI ATENIESI RIUSCIRONO A SCONFIGGERE I PERSIANI IN MARE

Sconfitti i Medi, Ciro si lanciò in una impetuosa campa¬gna di conquiste; sottomise l'Anatolia, la Mesopotamia e la Palestina; inoltre liberò gli Ebrei deportati a Babilonia e promosse la ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Da un punto di vista militare, però, la sua più grande im¬presa fu la conquista del regno di Lidia (546 a.C.), governa¬to dal re Creso, celebre per la sua leggendaria ricchezza.
B.    Persiani e Greci
Quando Ciro conquistò il regno di Lidia estese il suo do¬minio anche sulle fiorenti poleis della Ionia, come veniva chiamata l'area colonizzata sulle coste dell'Asia Minore dai Greci, in particolare dagli Ioni.
Tuttavia Ciro non sottopose Mileto, Samo, Smirne, Magne¬sia e le altre poleis direttamente al suo potere, ma lasciò lo¬ro una certa autonomia. Consapevole della naturale incli¬nazione greca all'indipendenza, preferì governarle indiret¬tamente attraverso la collaborazione di tiranni locali.

Tesina sulle guerre persiane

PERCHE' SCOPPIO' LA GUERRA DEL PELOPONNESO

Da quel momento tra Greci e Persiani cominciò una con¬vivenza difficile, ma che aveva anche aspetti di vantag¬gio reciproco. I Persiani ammiravano le capacità dei Gre¬ci che ormai avevano realizzato un'economia basata sul¬la circolazione della moneta, mentre le regioni orientali erano ancora per lo più legate al sistema del baratto. Era¬no quindi interessati ad assorbire l'economia greca, che poteva procurare, attraverso i tributi, notevole ricchezza. Molti Greci, d'altra parte, erano inseriti nell'amministra¬zione dell'impero, o lo servivano come soldati mercenari: un mestiere rischioso, ma che garantiva uno stipendio si¬curo. Inoltre alcuni di loro, pur sopportando a malincuore il dominio straniero, vedevano nel grande impero siano una garanzia contro i conflitti tra le poleis e una difesa dai vicini avidi di conquista. Ma i due popoli non si capirono mai veramente: i Persiani trovavano irritante lo spirito di indipendenza e l’individualismo dei Greci; a loro volta i Greci non mancavano mai di manifestare il loro disprezzo per i Persiani abituati a ubbidire a un sovrano assoluto.

Guerre persiane: riassunto di storia

CONSEGUENZE GUERRE PERSIANE

C.    Cambise e Dario
Alla morte di Ciro, il figlio Cambise ne completò l'opera impadronendosi dell'Egitto (525 a.C.). Seguì poi un periodo di disordini, finché nel 512 a.C. si affermò un nuovo Gran Re, Dario I. Quest'ultimo non era figlio di Cambise, ma apparteneva alla stessa famiglia degli Achemeni Fu Dario a iniziare l'importante opera di riforma del sistema dei trasporti. Coi mezzi del tempo, attraversare tutto l'impero persiano richiedeva un viaggio di mesi; era essenziale quindi mantenere delle buone vie di collegamento. Dario perciò costruì un'efficiente rete stradale per unire le grandi città. In questo modo corrieri a cavallo potevano trasmettere rapidamente ordini e informazioni. Con la strada del re, che andava da Sardi a Susa, era possibile compiere in "soli" novanta giorni un percorso di 2780 km. Inoltre Dario divise l'immenso impero in 20 province, chiamate satrapie, e a capo di ognuna di esse pose un governatore, chiamato sàtrapo. Sovente il satrapo apparteneva alla popolazione sottomessa; per evitare rivolte, il comando militare della regione era nelle mani di un nobile persiano. Infine, il nuovo sovrano unificò l'organizzazione economica per mezzo di una moneta d'oro, il darico.