Dal 68 ad oggi: tesina

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Dal 68 ad oggi: tesina sulla contestazione giovanile del '68, gli anni di piombo, il rapimento di Aldo Moro, Falcone e Borsellino e la politica italiana dagli anni 70 al 2000 (4 pagine formato doc)

DAL 68 AD OGGI: TESINA

L’Italia dal sessantotto ad oggi. Verso la fine degli anni Sessanta, si diffuse un movimento di ribellione giovanile chiamato, Sessantotto, che in Italia si caratterizzò per due aspetti:
• Da un lato si batté contro certi atteggiamenti negativi della nostra società: la discriminazione delle donne, la scarsa attenzione alle necessità dei giovani, l’emarginazione dei più deboli e dei più poveri.
 

Il movimento studentesco del '68: tema

CONTESTAZIONE GIOVANILE DEL 68 IN ITALIA

• Dall’altro canto, il Sessantotto italiano si illuse di poter compiere una rivoluzione politica che, avrebbe realizzato una società basata sull’uguaglianza.
In questo, il movimento giovanile non ebbe successo, ma con l’occupazione delle università fu seguita dal cosiddetto “autunno caldo”, una lunga serie di scioperi e manifestazioni dei lavoratori; l’obbiettivo era un miglioramento delle condizioni di lavoro: gli operai ottennero infatti la settimana di 40 ore e una più forte rappresentanza nelle fabbriche.
Il 12 dicembre 1969 una bomba esplose nel salone della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano, negli anni seguenti chiamati “anni di piombo”, l’Italia fu funestata da una lunga serie di attentati (Brescia, Bologna, il treno Italicus …), ad opera di alcune organizzazioni neofasciste. Altre organizzazioni comuniste come le “Brigate Rosse”, compirono attentati contro giornalisti,poliziotti,politici.
 

Breve storia delle Brigate rosse, dalle origini ad oggi

CONSEGUENZE DEL 68

Tra le vittime ricordiamo: Casalegno, Alessandrini, Coco e il presidente della Democrazia cristiana della Democrazia cristiana Aldo Moro. Il terrorismo tuttavia non raggiunse i suoi obiettivi perché non arrivò mai nelle fabbriche e non ci fu un seguito tra la gente. Nel frattempo i governi costituiti da democristiani e socialisti erano in difficoltà e i partiti che li sostenevano perdevano voti, mentre cresceva il consenso elettorale del Partito comunista, guidato da Enrico Berlinguer. Si pensò che fosse il momento di far entrare il partito comunista al governo, egli era però temeva di perdere il consenso di quanti da trent’anni lo votavano. Fu il rapimento di Aldo Moro a far decidere il PCI (Partito Comunista Italiano), ad appoggiare un governo di solidarietà nazionale, guidato da Giulio Andreotti, poco dopo Enrico Berlinguer morì e la crescita dei voti al partito comunista si arrestò. Negli anni Ottanta si costituirono vari governi, uno di questi vide un socialista presidente del Consiglio, Bettino Craxi.
 

Aldo Moro e la politica italiana degli anni '70

LOTTA POLITICA TRA PARTITI

In questo periodo la lotta politica fra i partiti divenne sempre meno scontro di idee, e più ricerca di potere che trovò spendendo moltissimi soldi addebitati allo Stato, così si creò il “debito pubblico”. Le tasse versate dai cittadini non erano sufficienti a bilanciare la spesa così ogni anno il deficit veniva pagato da nuovi prestiti. I partiti, curavano i propri interessi e non quelli del paese, questo ebbe effetti molto negativi perché se in un’ azienda sarebbe bastato un dirigente loro per farsi dare più voti ne nominavano altri tre,quattro con salari altissimi. Durante questo periodo venne scoperto uno scandalo quello dei “fondi neri”, cioè grandi somme di denaro che non apparivano nei bilanci ufficiali. I partiti ne approfittarono chiedendo un finanziamento pubblico. Oltre a questo vennero scoperti altri casi di corruzione, come i direttori di aziende che pagavano alcuni politici per far vendere i propri prodotti allo Stato. I cittadini decisero di eliminare i finanziamenti ai partiti grazie ad un referendum del 1993, ma nel 1999 venne creata la legge sui rimborsi elettorali.
 

Ricerca sul Caso Moro

FALCONE E BORSELLINO

La crisi di alcuni valori come l’onestà, portò alla creazione della criminalità organizzata. La mafia in Sicilia, l’ndrangheta in Calabria, la camorra in Campania e la Sacra Corona Unita in Puglia, si arricchirono investendo nei paesi ricchi quello che ricavavano da attività illecite come il riciclaggio, la droga e il controllo degli appalti. Molti funzionari dello Stato si batterono contro il crimine come: il generale Dalla Chiesa, i magistrati Falcone e Borsellino e l’agente di scorta Emanuela Loi.