Tesina sulle Olimpiadi

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Tesina che descrive la storia delle Olimpiadi moderne, dalle origini (1896) al fascismo (1936) (8 pagine formato doc)

TESINA SULLE OLIMPIADI

Le Olimpiadi dalle origini (1896) all’era fascista (1936)
Atene 1896:
Le Olimpiadi moderne si tennero ad Atene la prima volta nel 1896 per volere di Pierre de Coubertin.

Esse prendono il nome, come nell’antichità, dal Santuario di Olimpia, nell’Elide.  Si svolgono ogni quattro anni.
A quella prima edizione preso parte soltanto 285 atleti in rappresentanza di tredici nazioni. L’Italia non era presente.  Gli Stati Uniti fecero man bassa dei titoli dell’atletica leggera vincendo nove dei dodici allori, mentre i greci, organizzatori dei giochi, vinsero solo alcune gare di tiro.
In compenso l’atleta greco Spiridion Luis   si aggiudicò la maratona (km.40+260) ripetendo in tal modo l’impresa del soldato Filippine che nel 490 a.c. aveva portato ad Atene la notizia della vittoria a Maratona dei greci sui Persiani.

Storia dei giochi olimpici antichi e moderni: riassunto

TESINA SULLE OLIMPIADI DEL 1936

Parigi 1900: I giochi del 1900 vennero organizzati dalla Francia, e sono ricordati come una delle olimpiadi peggio organizzate. A quella edizione  parteciparono 1066 atleti (sei donne) e per la prima volta vi partecipò anche l’Italia con una rappresenta di undici atleti. Furono introdotte anche nuove discipline sportive, tra le quali calcio, rugby, pallanuoto e vela. I contorni ancora un po’ incerti delle discipline più recenti diedero però luogo anche a spiacevoli episodi, come la rissa in cui degenerò la finale di pallanuoto, nella quale le due squadre, Inghilterra e Francia, e l’arbitro tedesco pretendevano di interpretare le azioni di gioco ognuno secondo le regole vigenti nel proprio paese. Vincemmo solo una medaglia d’oro.

Storia delle Olimpiadi moderne: riassunto

TESINA 3 MEDIA SULLE OLIMPIADI

St. Luis 1904: Era logico che gli americani sempre trionfatori nei precedenti giochi vollero cimentarsi nell’organizzazione delle gare. A causa dei costi di trasferimento per l’America solo quattro nazioni europee furono rappresentate in quei giochi e 496 atleti in tutto. Il capitolo più peculiare e meno edificante delle Olimpiadi di Saint Louis fu l’appendice dei cosiddetti Anthropological days, durante i quali gareggiarono tra loro “africani, patagoni, Mori delle Filippine, turcomanni ecc...”, in pratica tutti gli uomini non bianchi che era stato possibile allettare con la prospettiva di premi e compensi. Alcune delle gare seguivano (come la corse e i lanci) il normale programma olimpico, altre (per esempio la battaglia con palle di fango) erano semplicemente vergognose. Ma il pubblico si divertì molto. Del resto il razzismo era di casa a Saint Louis, città di 600.000 abitanti circondata da immense piantagioni di cotone dove la manodopera era esclusivamente di colore.
A dire la verità un atleta nero americano, il quattrocentista George Poage, aveva partecipato alle Olimpiadi vere e proprie, ma nessuno dei suoi fratelli di colore aveva potuto assistere alla gara; il recinto olimpico era infatti assolutamente inaccessibile per i raccoglitori di cotone.