La Carboneria

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Descrizione delle diverse società segrete, contestualizzazione del Congresso di Vienna, la Massoneria, la testimonianza di Lorenzo Benoni, gli alfabeti carbonari (7 pagine formato doc)

La Carboneria è la più nota tra le società segrete che sorsero nell'ottocento. I carbonari veneravano Cristo e ne adottavano i simboli: la corona di spine come emblema del coraggio, la croce emblema della morte, i chiodi emblema del dolore.
Ma perché coraggio, morte e dolore? Perché i Carbonari, affiliandosi alla setta, sapevano di dover affrontare rischi mortali, dal momento che gli ideali di libertà potevano essere realizzati solo attraverso cospirazioni, e che, se si veniva arrestati, la polizia infieriva con la tortura per conoscere i nomi degli affiliati.

Charbonniers Il nome Carboneria deriva da un'antica associazione artigiana francese, gli, che riuniva carbonai, boscaioli e persino contrabbandieri in una lega di reciproco aiuto. Dalla Francia fu importata nel Regno di Napoli da ufficiali napoleonici. Dai carbonai prese anche il suo gergo: si parlava di vendita di carbone, fare il carbone nel bosco, purgare la foresta dai lupi (cioè liberare la terra dai tiranni).

L'aggregazione alla setta avveniva per mezzo di un rito di iniziazione e gli aspiranti erano sottoposti alle prove rituali.

All'interno della Carboneria vigeva una rigida gerarchia.
I nuovi affiliati si chiamavano "apprendisti", e dopo un periodo di prova diventavano "maestri". I "maestri", secondo le capacità, potevano essere annessi alle funzioni superiori (reggente, primo assistente, secondo assistente), o a quelle inferiori (segretario, tesoriere, maestro "terribile", incaricato cioè di mettere alla prova il coraggio dei nuovi soci, e "copritore", con il compito di vegliare sulla segretezza delle riunioni).

I membri erano detti "buoni cugini".

L'organizzazione gerarchica assai complicata mirava a far sì che ciascun aderente avesse il minimo necessario delle informazioni: in questo modo, se arrestato, non avrebbe potuto rivelare più di quel poco che sapeva. Infatti i nuovi iscritti, nel periodo di prova erano educati alla fratellanza, alla bontà, allo spirito di sacrificio. Solo in un secondo momento si passava all'educazione politica: come si contrasta il potere assoluto, come si abbattono i sovrani dispotici, e così via. Ma il fine concreto di questa preparazione era sempre tenuto oscuro: che si trattasse di distribuire volantini o di portare stampa clandestina da una località all'altra, o di prendere contatti con possibili nuovi affiliati, o addirittura di partecipare a una cospirazione, una rivolta, una sommossa: sl compito era rivelato sempre all'ultimo momento.

I carbonari erano riuniti in "vendite", "camere d'onore", o "baracche" ognuna delle quali comprendeva circa dieci adepti. Le vendite erano coordinate da un Gran Maestro, che unitamente a un comitato esecutivo prendeva tutte le decisioni.

Gli affiliati si chiamavano tra loro "buoni cugini" e si riconoscevano reciprocamente per mezzo di segni convenzionali e parole d'ordine che venivano cambiate molto frequentemente. Ogni carbonaro doveva essere armato a sue spese e versava una tassa mensile all'organizzazione, proporzionata alle sue possibilità: occorreva infatti molto denaro per preparare le sommosse.