Le conseguenze sociali e politiche del primo dopoguerra

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Elaborato sulla situazione sociale e politica dopo la fine della Prima guerra mondiale (5 pagine formato doc)

CONSEGUENZE PRIMO DOPOGUERRA

Le conseguenze sociali e politiche del primo dopoguerra.

Mutamenti Politici e Sociali. La guerra ebbe importanti conseguenze politiche e sociali che avrebbero successivamente influenzato, se non determinato, il corso dello sviluppo di molti paesi europei. Del resto, non ci si poteva di certo aspettare che dopo una guerra di tali dimensioni la vita politica e sociale rimanesse immutata.
La grande mescolanza di classi sociali all’interno delle file militari, l’afflusso delle donne ai lavori industriali, il rafforzamento del sindacalismo e della partecipazione degli operai nell’industria e gli effetti livellatori dell’alta tassazione non potevano certo mancare di avere un certo impatto nella società. La guerra rese evidenti alcune delle disuguaglianze e ingiustizie sociali presenti nella maggior parte delle società.
Più importante di tutti, la guerra fece aumentare il livello di tassazione tollerato: l’incidenza fiscale non ritornò più ai livelli prebellici, anche se gli elevati livelli del tempo di guerra vennero ridotti. Ciò diede ai governi capacità maggiori di incidere sulla situazione economica e fornì una base per riforme sociali più estese.

IL DOPOGUERRA E IL BIENNIO ROSSO

Da questo punto di vista, la guerra può considerarsi benefica per la società, ma in un contesto più ampio ebbe effetti negativi, in quanto indebolì la stabilità delle strutture sociali esistenti. Si aprì così la strada a disordini sociali, giacché le classi inferiori si scontrarono con il potere consolidato:
-    in Russia il coup politico ebbe completo successo, anche se economicamente fu un disastro;
-    l’Ungheria generò una dittatura comunista nel 1919;
-    i regimi esistenti in Germania, Austria, Bulgaria e Turchia furono deposti;
-    in Italia vi fu un’ondata di scioperi con l’occupazione da parte dei lavoratori delle fabbriche e delle proprietà agricole, ma i vantaggi ottenuti furono esigui.
La crescita d’importanza e di dimensioni delle organizzazioni dei lavoratori durante la guerra rafforzò il potere dei lavoratori e diede luogo in quasi tutti i paesi a disordini industriali. In particolare la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti furono colpiti da scioperi di massa.

Nell’Europa centrale e orientale si affermò una diffusa domanda di riforme agrarie che prevedevano la frantumazione delle grandi proprietà e la redistribuzione delle terre ai piccoli contadini impoveriti. Dodici paesi europei portarono a termine una riforma agraria e sessanta milioni di acri (11% del territorio) furono ridistribuiti.

Il difficile dopoguerra in Europa: riassunto

IL DIFFICILE DOPOGUERRA

In questi anni pochi paesi sfuggirono ai turbamenti sociali e politici, l’importante non è la misura in cui furono conseguiti successi, che in generale furono piuttosto modesti, ma il fatto che questi eventi indebolirono il tessuto sociale. Ne risultarono governi deboli e politiche che ostacolarono la ricostruzione e il progresso economico. Ad esempio: il movimento contro le forse della reazione in Germania condusse ad una serie di governi deboli che resero la Repubblica di Weimar impotente a cavalcare l’inflazione. Neanche le riforme della proprietà terriera in Oriente portarono immediati benefici economici, anzi, a causa della frammentazione della proprietà, una volta completata la riforma, spesso le eccedenze di prodotti agricoli vendibili sul mercato diminuirono.