La dittatura di Stalin

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La rivoluzione russa e la dittatura di Stalin con immagini (5 pagine formato doc)

L’arretratezza dell’impero russo e la prima rivolta del 1905
All’inizio del Novecento la Russia era un paese assai povero di industrie e gli operai erano un’esigua minoranza rispetto ai contadini.
L’impero russo era il più grande Stato del mondo. La sua arretratezza economica e sociale era però enorme: poche industrie moderne e una ristretta classe operaia. L’istruzione elementare era trascurata e l’analfabetismo era tra i più alti d’Europa.
Lo zar Nicola II era un sovrano assoluto, mentre il parlamento, chiamato Duma, aveva poteri molto limitati. La Russia era un esempio di povertà, ignoranza e arretratezza e non sembrava per nulla pronta a fare una rivoluzione, benché nel 1898 fosse nato il Partito socialdemocratico, che nel 1903 si divise in due fazioni: i bolscevichi, capeggiati da Lenin, e i menscevichi, più moderati.
Nel 1905 un corteo pacifico si diresse verso il palazzo dello zar, chiedendo alcune riforme, ma fu massacrato dalle truppe imperiali.

Febbraio 1917: la rivoluzione esplode spontaneamente
Nonostante qualche tentativo di riforma, l’esasperazione sociale rimase altissima: bastava una scintilla. Ciò avvenne nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, quando i soldati russi rimasero senza munizioni e le loro famiglie senza pane. Il 23 febbraio si scatenò un enorme sciopero per chiedere cibo. Le truppe dello zar rifiutarono di attaccare la folla. Pochi giorni dopo lo zar abdicò.
La Russia diventò una repubblica