Fascismo e censura: tesina maturità

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Tesina di maturità sul fascismo e sulla censura dei libri, della stampa e del teatro (7 pagine formato doc)

FASCISMO E CENSURA

Il fascismo e la censura.

Cenni sul fascismo. La parola Fascismo deriva dai “Fasci di combattimento”,il movimento politico fondato da Mussolini a Milano nel 1919, prendente nome dal latino fasces lictoriae  che erano, nell'antica Roma, simbolo dell’autorità imperiale.
Ecco le basi del fascismo:
1)Il fascismo è un movimento politico dall’ideologia nazionalistica e una forma di governo dittatoriale. Esso è un'espressione particolare di dominio borghese caratterizzata dalla soppressione parziale o totale delle libertà democratiche e del parlamentarismo.

2)Il fascismo nasce in reazione o come prevenzione di un tentativo del proletariato di capovolgere i rapporti di forza tra le classi tramite una rivoluzione o con la via parlamentare. E' pertanto un movimento con spiccate caratteristiche anti-socialiste e anticomuniste, e si accompagna a un'aggressione e a uno smantellamento dei partiti e delle strutture organizzative della classe operaia.
4) Il fascismo è caratterizzato da formazioni paramilitari (come le squadre d'azione in Italia o le SA in Germania) teoricamente finalizzate all'autodifesa ma praticamente utilizzate per l'aggressione dei nemici politici.
5) Il fascismo è tendenzialmente una forma di governo totalitaria, che cioè non ammette la persistenza di poteri alternativi al proprio.
6) Il fascismo ha tendenze generalmente bellicistiche, considera cioè la guerra uno strumento preferenziale per espandersi ed ottenere consenso.
7) E’ caratterizzato dalla presenza di un leader carismatico, col quale il movimento tende a identificarsi.
8) Il fascismo tende ad ottenere consensi soprattutto dalla classe borghese,  rovinata dalla crisi economica e impaurita dal comunismo, e nel sottoproletariato, utilizzato come strumento per ogni forma di violenza.
9) Il fascismo è in genere associato col razzismo, un atteggiamento di disprezzo verso le "razze inferiori" o "le masse" a cui contrappone un'élite dedita alla vita dello spirito,alla quale è riservato il dominio del mondo e può essere considerato una conseguenza del nazionalismo esasperato.
10) Il fascismo fa un uso spregiudicato della propaganda e del controllo dei mezzi di comunicazione (scuola, giornali, radio), attuando una censura tirannica.

Censura fascista in Italia: tesina

CENSURA DELLA STAMPA

LA CENSURA E LE MOTIVAZIONI
La censura fascista in Italia si sviluppa durante il ventennio dell’era fascista tra il 1922 e il 1943. Esso si basa sulla limitazione (talvolta soppressione totale) della libertà di espressione,attraverso il controllo dei mass media, della stampa, della radiodiffusione, nella parola,fino ad arrivare alla soppressione della libertà di associazione, di religione e di assemblea. La censura veniva applicata tramite uno stato di polizia. Un ulteriore rafforzamento drastico della censura si verificò con l’avvento delle leggi “fascistissime”  e precisamente con la legge sulla stampa del 31 dicembre 1925,con la quale i giornali potevano essere diretti e stampati solo da responsabili riconosciuti dallo stato,quindi fascisti,altrimenti sarebbero stati illegali. Inoltre con la legge del 3 aprile 1926 fu abolito lo il diritto allo sciopero e  solo i sindacati fascisti avevano il diritto di firmare e stipulare contratti collettivi. Il colpo finale fu inflitto nel 1939,quando la Camera dei Deputati fu soppressa e  sostituita dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni,mettendo così il potere legislativo nel pieno controllo fascista. Tutto ciò fu operato senza intaccare lo Statuto del Regno, e fu quindi del tutto costituzionale.

Tema sul fascismo e sui Patti Lateranensi

MUSSOLINI E TEATRO

LA CENSURA TEATRALE
La censura fascista entrò in punta di piedi nella vita pubblica italiana, influenzandone pian piano tutti gli aspetti e negli anni trenta toccò anche all’arte teatrale. Il governo fascista gestiva le tournée  delle compagnie teatrali e le sottoponeva ad una forte ed accurata censura. Fino al 1930,la revisione dei testi teatrali  spettava alle prefetture locali,ma dal 1931 questo controllo lo prese il funzionario del Ministero dell’Interno Leopoldo Zurlo,che esaminò in complesso oltre 18000 copioni teatrali. Per i suoi scopi censori,il regime si serviva degli stessi giornalisti e talvolta degli spettatori,creando così a critiche molto diverse tra loro in riferimento ad uno stesso autore. Era molto raro che l’opera venisse soppressa del tutto,era molto più abitudinario rivederle eliminando solo atti o battute che risultavano dannose per il regime fascista.