La condizione delle donne nell'antica Grecia e nell'antico Egitto

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La condizione delle donne nell'antica Grecia e nell'antico Egitto: confronto tra le donne spartane, ateniesi ed egiziane (1 pagine formato doc)

LA CONDIZIONE DELLE DONNE NELL'ANTICA GRECIA E NELL'ANTICO EGITTO

La donna presso gli Spartani.

A sparta le donne erano più libere che nelle altre città della Grecia; questa maggiore libertà era dovuta al fatto che la famiglia quasi non esisteva perché i bambini venivano educati dalla polis e i mariti si trovavano per allenarsi, far esercizi militari o riunioni. Era inevitabile che le donne avessero molta libertà.Le ragazze danzavano e cantavano alle feste sotto lo sguardo dei maschi, partecipavano nude come i maschi a certe cerimonie religiose esibendosi con semplicità senza alcuna malizia e avevano un comportamento dignitoso.La donna spartana era una sportiva, si esercitava nella ginnastica, nella corsa, nella lotta nel lancio del disco e del giavellotto.

Le donne nell'antica Grecia


DONNE SPARTANE E ATENIESI

L’educazione atletica delle donne era molto importante dato che l’ideale della bellezza e dell’efficienza fisica era molto viva tra gli Spartiati.

Per generare bambini sani e destinati a diventare guerrieri era necessario che le donne avessero un corpo sano e robusto e allenato. L’addestramento atletico delle donne aveva inoltre conseguenze psicologiche: le Spartane apparivano molto fiere e poco disposte a farsi dominare dall’uomo. Il coraggio della donna Spartana si vedeva al momento del parto, la gloria quando moriva partorendo un futuro oplita. La legge spartana vietava di incidere il nome dei defunti sulle tombe ma c’erano due eccezioni. Gli uomini morti in guerra e le donne morte di parto.

La condizione sociale della donna egizia: tesina


DONNE NELL'ATENE CLASSICA

La donna presso gli Ateniesi. Le donne erano escluse dalla cittadinanza, di conseguenza erano escluse dal diritto/dovere di partecipare alla vita politica. Il luogo delle donne era la casa, erano quasi recluse negli spazi del gineceo la zona della casa a loro riservata. Per una donna rispettabile era ritenuto sconveniente uscire di casa, solo alcune spregiudicate che non tenevano alla loro reputazione partecipavano ai banchetti maschili. Le ragazze affidate alla madre o a una nutrice imparavano fin da piccole tutto ciò che si riteneva importante per la formazione della donna: filare, cucire, cucinare, gestire la casa. Le femmine non erano ammesse a scuola. Quando la ragazza giungeva all’età da marito tra i 13 e i 16 anni la fanciulla compiva il passo decisivo della sua vita:il matrimonio. La ragazza non decideva chi sposare ma il matrimonio era combinato dal padre o dal tutore e dallo sposo. Lo scopo del matrimonio era quello di generare figli maschi, futuri cittadini. Alla donna sposata era richiesta fedeltà assoluta e l’adulterio femminile era motivo di ripudio immediato. Il divorzio era diffuso e non generava problemi se era consensuale o se richiesto dall’uomo. La causa più frequente era la sterilità attribuita sempre alla donna. Se il divorzio era richiesto dalla donna era per motivi di violenza e brutalità. La donna anche se ricca non possedeva un patrimonio economico. Si può dire che le donne povere erano più libere perché non avevano schiavi da mandare a far la spesa e quindi andavano personalmente al mercato. Le ricche non avevano giustificazioni per assentarsi da casa.