Moti rivoluzionari 1821-1848 in Europa

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Moti rivoluzionari 1821-1848: tesina sull'economia, società segrete, Spagna e Regno delle due Sicilie, moti Piemontesi, questione d'Oriente, Giovine Italia, Mazzini e Romanticismo (3 pagine formato pdf)

MOTI RIVOLUZIONARI 1821-1848

I moti in Europa
MOTI IN EUROPA DAL 1821 AL 1848.

I Paesi europei ricominciarono una restaurazione dopo il congresso di Vienna. Ovunque i
sovrani restituirono larghi privilegi alla Chiesa, nella quale intuivano l’importanza politica, visto che assicurarsi l’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche voleva dire poter contare su un alleato potente. In Italia gli stati meno conservatori furono la Toscana e il Lombardo-Veneto, che erano
ancora legati agli Asburgo.
Furono restituiti i vecchi privilegi invece nel Regno delle due Sicilie, nello Stato Pontificio, nel ducato di Modena e nel Regno di Sardegna.
L’ECONOMIA IN ITALIA
L’Italia si trovava in uno stato di grave arretratezza economica, dove la popolazione viveva solo di agricoltura. Al Sud e al Centro era ancora diffuso il latifondo. Grandi estensioni terriere appartenevano alle famiglie più ricche e non vi era la possibilità di introdurre nuovi mezzi di lavoro, poiché si poteva contare su grandi masse di lavoratori. Il Nord invece, aveva già cominciato a modernizzarsi. Qui predominava il sistema dell’affitto:
i proprietari terrieri affittavano i loro territori a imprenditori che investivano somme per acquistare nuovi attrezzi agricoli, i proprietari potevano così guadagnare dalla produzione maggiore. In Toscana invece c’era la mezzadria, dove il prodotto della terra veniva diviso tra il proprietario terriero e il coltivatore. L’industria era quasi inesistente e dopo il 1815 si aggiunse un rigidissimo sistema doganale, dove aumentarono i dazi e i pedaggi, che portarono il rialzo delle merci e il danneggiamento del traffico commerciale.

Tesina sui moti rivoluzionari del 1820 e 1830

 

MOTI DEL 30 31

SOCIETÁ SEGRETE
A causa della mal economia, nacquero nuovi movimenti politici. Una parte della popolazione voleva ristabilire i vecchi regimi, mentre gli oppositori volevano un rinnovamento politico, economico e sociale, così si organizzarono in clandestinità, riunendosi in società segrete.
I membri delle società segrete facevano parte degli eserciti nazionali, come ufficiali, che avevano combattuto nelle guerre napoleoniche e conoscevano le novità portate da Napoleone. Una setta europea fu la Carboneria, che lavorava sempre in segreto, con alfabeti, riti e riunioni segrete.

I moti del 1820-31: riassunto

 

PERCHE' FALLIRONO I MOTI RIVOLUZIONARI DEL 1820 21

SPAGNA e REGNO DELLE DUE SICILIE
Tra il 1820 e il 1821 in Europa scoppiò una violenta fiammata rivoluzionaria. Le insurrezioni cominciarono in Spagna contro il regime e alcuni soldati si ribellarono al comandante costringendolo a riconoscere la Costituzione nel 1812. Le insurrezioni scoppiarono anche nel Regno delle Due Sicilie, dove la gente obbligò il re Ferdinando I a concedere la Costituzione di Cadice. Le truppe austriache aiutarono il re in una repressione contro i liberali.
I MOTI PIEMONTESI
In Piemonte, i liberali piemontesi volevano convincere il re Vittorio Emanuele I di Savoia a battersi contro l’Austria, riuscendo così a conquistare dei territori.
L’erede Carlo Alberto, mostrò interesse per questo progetto e i primi a insorgere furono gli studenti torinesi e le truppe di Alessandria. Vittorio Emanuele I non riuscendo a tenere sotto controllo la situazione, abdicò in favore del fratello Carlo Felice.