Ricerca sulla polis greca

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Ricerca dettagliata sulla tipologia e sulle caratteristiche della polis greca (11 pagine formato doc)

POLIS GRECA

Tpologia delle città greche.

Origini della civiltà greca. A partire dal terzo millennio a.C., a Creta visse una straordinaria fioritura culturale. Creta appare oggi arida, nell’antichità l’isola era ricca di vegetazione. La sua particolare collocazione geografica al centro dell’Egeo (Mediterraneo orientale) le permise di divenire il fulcro di estesi traffici commerciali. Il palazzo di Cnosso è la testimonianza della civiltà cretese tra il 1700 e il 1400 a.C., che era privo di fortificazioni.
La zona centrale era occupta da un ampio corridoio rettangolare. I cretesi giungevano lungo le coste della Grecia, in Egitto, in Asia. Verso il 1700 a.C. la città di Crosso era il centro più popoloso del Mediterraneo. Creta non si costituì mai in uno stato unitario. Testa e cuore della città era il palazzo, dove venivano esercitate le fondamentali funzioni economiche e politiche. Una specificità del palazzo cretese è la mancanza di mura e fortificazioni. Verso il 2000 a.C. la Grecia venne invasa da popoli nomadi provenienti dalle pianure della Russia meridionale. Uno di questi popoli, gli Achei, si stabilì nel Peloponneso, la penisola che costituisce la parte più meridionale della Grecia.

Il mondo greco oltre i confini della polis

RICERCA BREVE POLIS GRECA

Qui gli Achei fondarono alcune città: Micene, Argo, Tirinto, Pilo. Erano città-fortezze situate in posizioni strategiche, difese da imponenti mura con due o tre sole porte d’accesso. Proprio dal nome di una di esse, Micene, la loro civiltà prese il nome di civiltà micenea. Gli Achei erano soprattutto guerrieri e il loro re era, in genere, il capo più valoroso. Questi distribuiva le terre e i bottini di guerra, amministrava la giustizia e l’economia, e decideva le spedizioni militari. Ogni città era indipendente e spesso in guerra con le altre. La vita economica si svolgeva grazie al lavoro dei contadini, degli artigiani, degli schiavi. Tra il 1600 e il 1200 a.C. gli Achei divennero anche marinai, commercianti, probabilmente pirati. Tra il 1600 e il 1400 a.C. i micenei subirono l’influenza dei cretesi, dei quali appresero a navigare, a commerciare e a coltivare l’ulivo e la vite. Dopo il 1400 a.C., però, essi si sostituirono ai cretesi nel predominio sul mar Egeo ed estesero la loro supremazia nel Peloponeso. Quando i cretesi, nell’anno 1425 a.C., tentarono una disperata sollevazione contro l’invasore, ebbero la peggio, e dovettero subire una repressione sanguinosa, conclusasi con la spietata distruzione del loro palazzo reale. Tra il 1400 e il 1100 a.C. gli Achei, minacciati dalle popolazioni vicine, eressero attorno ai centri abitati, collocarono su alture, possenti mure di difesa. Nella loro società il potere era in mano ad un’aristocrazia militare ed il palazzo reale, che esaltava la potenza del re. I dori, occupando le popolazioni micenee darà origine la civiltà greca.

PRINCIPALI POLEIS GRECHE

I FENICI. La parte settentrionale della di Canaan, l’attuale Libano, vide fiorire nel XII sec. a.C. la civiltà fenicia, fondata su da una serie di città-Stato autonome, le cui più importanti erano Biblo, Sidone e Tiro. La forza di queste città non consisteva nella potenza politico-militare, ma nello sviluppo economico, basato soprattutto sul commercio marittimo. I fenici erano ottimi navigatori e conquistatori, tanto che tutta la zona da Cipro alle coste africane (Cartagine) cadde in loro potere, così come Sardegna, Sicilia e Spagna. Furono commercianti di stoffe e legnami, nonché artigiani di vetro e metalli.
Nel 1100 a.C. i fenici fondarono Cartagine, nell'Africa settentrionale (attuale Tunisia).

LA GRECIA DELLE POLEIS

Secondo alcuni storici la progressiva trasformazione dei nuclei commerciali fenici in veri centri urbani deteriorò i buoni rapporti con le comunità nuragiche; così le colonie fenicie sarde, sentendosi minacciate dalle intenzioni bellicose delle popolazioni nuragiche, chiesero aiuto a Cartagine che intervenne in loro difesa. Secondo altri storici invece l'intervento cartaginese fu un'operazione diretta a soffocare la resistenza delle città fenicie sarde di fronte all'espansionismo di Cartagine nel Mediterraneo Occidentale. Nel 509 a.C. dopo anni di lotta i Cartaginesi guidati dai generali Amilcare e Asdrubale riuscirono ad occupare l'isola grazie soprattutto all'insanabile divisione dei Sardi. L'occupazione punica trasformò radicalmente l'organizzazione della società sarda e le città divennero il centro del potere politico, economico, religioso, militare: era un modello di organizzazione sociale sconosciuto, fino a quel momento, alle popolazioni dei piccoli villaggi nuragici.