Roma nell'età imperiale: la storia di Roma antica

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Roma nell'età imperiale: approfondimento sulla storia dell'età imperiale romana (9 pagine formato doc)

ROMA NELL'ETA' IMPERIALE: STORIA DI ROMA ANTICA

Roma antica - età imperiale
1        Introduzione.

Roma antica (età imperiale) Periodo della storia di Roma antica compreso tra il 27 a.C. (proclamazione di Ottaviano come augusto) e il 476 d.C. (deposizione di Romolo Augustolo e fine dell'impero romano d'Occidente), durante il quale si costituì e si affermò l'impero romano.
2        Augusto e la natura del potere imperiale.
L'età imperiale, successiva al periodo della repubblica, iniziò con Augusto, considerato il primo imperatore di Roma, anche se già con Giulio Cesare e – se pur parzialmente – ancor prima con Silla, si era affermata una gestione di natura monarchica delle istituzioni repubblicane.
Ottaviano, dopo aver sconfitto Marco Antonio nella battaglia di Azio (31 a.C.), assunse un controllo pressoché assoluto sulla vita politica romana. Nel 27 a.C. il senato gli attribuì il titolo onorifico di "augusto" (che significa "colui che ha l'autorità morale"), in seguito divenuto sinonimo di imperatore.

Roma nell'età imperiale: riassunto


ETA' IMPERIALE ROMANA

Fu proprio attraverso la propria autorità morale (auctoritas) che egli accentrò nella propria persona titoli e poteri un tempo attribuiti esclusivamente ai magistrati repubblicani, senza giungere mai a una formale modifica di carattere costituzionale; assunse anzi il ruolo di difensore delle istituzioni repubblicane, dando vita così a una vera e propria finzione, poiché di nome continuava a esistere la repubblica, mentre di fatto vi era una gestione del potere di tipo monarchico.
Nel 23 a.C. Augusto ricevette la tribunicia potestas, cioè l'insieme dei poteri dei tribuni della plebe, che comportava l'inviolabilità personale (sacrosanctitas) e il possibile diritto di veto nei confronti di provvedimenti legislativi (intercessio); tale era l'importanza di questa funzione, che egli si premurò che fosse costantemente rinnovata. Il senato lo investì a vita anche della dignità proconsolare, conferendogli poteri superiori (il cosiddetto imperium maius) a quelli degli altri proconsoli.

Storia di Roma antica: riassunto


STORIA DI ROMA ANTICA

L'insieme di queste prerogative, sommate alla carica di console che assunse ben tredici volte, conferì ad Augusto un potere che non poteva più avere alcun elemento di "bilanciamento" nella vita dello stato: un potere che faceva di lui il princeps – come amava essere definito – e cioè "il primo" dei cittadini di Roma.
Oltre all'auctoritas, di cui si è detto, deteneva infatti la potestas (cioè l'autorità civile), conseguita proprio attraverso l'assunzione della tribunicia potestas, e l'imperium (cioè il potere di comandare gli eserciti), implicito nelle funzioni consolari e proconsolari. Si fece dunque chiamare Imperator ("colui che ha l'imperium"), Caesar ("il successore di Giulio Cesare", divenuto cesare lui stesso), Divi Caesaris filius ("il figlio del divo Cesare"), Octavianus (quel che restava del suo vero nome), Augustus ("colui che ha l'autorità morale"), ideando uno schema di titolatura che sarà fatto proprio dai suoi successori. Nel 12 a.C. venne inoltre proclamato pontefice massimo (pontifex maximus), la più alta carica sacerdotale dello stato, controllando così anche la sfera religiosa, e nel 2 a.C. assunse quel titolo di "padre della patria" (pater patriae) che la tradizione aveva fino ad allora assegnato solo a Romolo e a Marco Furio Camillo.