Storia della navigazione nel Mediterraneo: tesina di maturità

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Tesina di maturità sulla storia della navigazione nel Mediterraneo: dagli egizi alle Crociate (11 pagine formato doc)

STORIA DELLA NAVIGAZIONE NEL MEDITERRANEO: TESINA DI MATURITA'

Tesina sulla storia della navigazione nel mediterraneo: dagli egizi alle crociate - INDICE Introduzione La navigazione in Egitto I fenici Creta e la Grecia Roma conquista il “Mare Nostrum” Gli arabi e il medioevo, le navi usate durante le Crociate.

Bibliografia ragionata INTRODUZIONE Quando gli uomini cominciarono ad avventurarsi in mare aperto ( navigazione d'altura), sentirono l'esigenza di orientarsi.
Sole e stelle furono i primi elementi di riferimento. Gli antichi nocchieri seguivano certamente i percorsi o "moduli stellari"prendendo come riferimento un certo numero di stelle, di cui era nota la posizione sulla volta celeste nelle varie stagioni e nelle varie ore della notte.
Fra gli strumenti nautici più antichi c'era il pinace o bussola pelagica, formata da una tavoletta su cui era rappresentata la rosa dei venti, che veniva orientata a mano, per esempio sulla polare: la rotta(in assenza di vento e di corrente marina) era costituita dall'angolo che la direzione del Nord, così individuata, formava con l'asse longitudinale della nave.Altro strumento nautico era lo scandaglio che dava informazioni sulla profondità e sulla natura dei fondali.

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STORIA DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA

LA NAVIGAZIONE IN EGITTO - Attraversando l’intero Egitto,il Nilo, grazie alle sue acque calme e al vento che, soffiando prevalentemente da nord, permette la navigazione controcorrente, è stato sfruttato fin da subito dagli egiziani per il trasporto delle merci.
Mentre sono numerose le testimonianze iconografiche sulla navigazione fluviale, non si dispone di documentazione riguardo quella marittima.
Le prime imbarcazioni di cui siamo a conoscenza, risalenti al periodo compreso tra il 5000 e il 3500 a.c., erano delle zattere di papiro legato insieme,con il fondo piatto e le estremità rialzate, erano spinte da almeno 20 rematori e, successivamente, da una vela, sorretta da un albero bipode, cioè che si appoggiava ai bordi dell’imbarcazione, perché il fragile scafo piatto non avrebbe retto un albero centrale unico. Le manovre erano eseguite grazie a uno o due remi timonieri posti a poppa.
A bordo di queste zattere i primi egizi esplorarono il corso del fiume sia verso nord che verso sud superando anche le numerose cateratte semplicemente trasportando la barca sulla terra.
La loro durata, però, era piuttosto breve, perché il papiro impregnandosi d’acqua marciva.
Verso il 3000 a.c. gli egizi iniziarono sfruttare il mare, la forma delle navi si conservò, però erano costruite con il legno di acacia.

Tesina sul vento

ANTICHE ROTTE COMMERCIALI NEL MEDITERRANEO

I FENICI - La flotta fenicia era la più grande ed efficiente dell’antichità.
Le loro navi commerciali erano chiamate “gaulos”, le “pentera” invece erano le navi da guerra. Erano costruite con il legno di cedro, lunghe dai 20 ai 50 metri, larghe dai 6 ai 7, sulla prua erano disegnati due occhi, per permettere alla nave di “vedere” la rotta, sulla prora erano anche presenti dei fregi a forma di ali o di testa di cavallo. Erano spinte dagli 80 ai 300 rematori, perlopiù schiavi o prigionieri e da una vela quadrata, il timone era posto sul lato sinistro. Commerciavano prevalentemente legname, oggetti artistici e tessuti tinti con la porpora ricavata dal murice, un mollusco marino.
Seguivano rotte ben precise allontanandosi anche dalla costa sfruttando le correnti.
Nel Mediterraneo la corrente prevalente procede da ovest verso est, dallo stretto di Gibilterra fino alla fenicia passando per le coste nord-africane.
Su questa rotta i fenici fondarono numerosissime colonie commerciali su promontori o su isole nei pressi della costa.

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SCAMBI COMMERCIALI NEL MEDITERRANEO

Cartagine, non essendo direttamente sulla rotta principale, fu quella che acquistò maggior autonomia, riuscendo a controllare per un certo periodo di tempo un impero romano, che stava acquistando sempre maggior prestigio.
I fenici si spinsero anche oltre le colonne d’Ercole, raggiungendo le coste dell’Inghilterra meridionale e quelle del golfo di Guinea.
 L’intraprendenza di questo popolo era dovuta principalmente alla conformazione geografica del loro territorio natio, la terra di Canaan, una sottile striscia di terra, ricca di cedri e pini, compresa fra il mare e le montagne sulla costa dell’odierna Siria.  
Si navigava prevalentemente di giorno, si poteva proseguire di notte nei tratti tra la fenicia e Cipro, tra la Sardegna e Cartagine e tra quest’ultima e le Baleari.
Di notte si faceva affidamento alla stella polare, chiamata allora “stella fenicia”.
Il traffico mercantile era limitato al periodo compreso fra marzo e ottobre, quello militare invece avveniva tutto l’anno per operare il controllo delle coste e per reprimere i frequentissimi atti di pirateria.