La seconda ondata femminista: gli anni '60

Appunto inviato da annasamba
/5

Il femminismo negli anni '60: definizione, origine, sviluppo e il femminismo al cinema (11 pagine formato doc)

FEMMINISMO ANNI 60

La seconda ondata femminista a partire dagli anni ‘60.

Origine e sviluppo del movimento femminista a partire dagli anni ‘60.
In general, feminism is the ideology of women’s liberation since intrinsic in all its approaches in the belief that women suffer injustice because of our sex.
(Humm, 1989: 94)

É ora di effettuare una rivoluzione nei modi di vivere delle donne, è ora di restituir loro la dignità perduta- e di far si che esse, come parte della specie umana, operino, riformando sé stesse, per riformare il mondo.

(Wollstonecraft, 1992: 133).

Il femminismo: riassunto

FEMMINISMO DEFINIZIONE

Con il termine femminismo, usato per la prima volta da Hubertine Auclair nel lontano 1882, si vuole indicare quel movimento che aspira alla parità politica, sociale ed economica tra uomo e donna. Tuttavia, il femminismo si è manifestato in forme e con scopi diversi in varie epoche. Oggi, è perciò possibile parlare di tre femminismi differenti che si sono susseguiti dalla fine dell’800 fino ai giorni nostri.
La prima ondata femminista sviluppatasi tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 aveva come obiettivo il raggiungimento della parità giuridica fra uomo e donna. Nei paesi più industrializzati le donne hanno gradualmente conquistato il diritto al voto e sono stati riconosciuti loro i diritti fondamentali dell’uomo (Cavarero e Restaino,2002: 31).
La seconda ondata femminista, sviluppatasi principalmente in America a partire dai primi anni ’60, ha avuto caratteristiche diverse. In effetti, a differenza dei primi movimenti per i diritti delle donne, questo aveva lo scopo di distruggere lo stereotipo della “donna ideale” che era stato creato nei decenni precedenti; si tratta quindi di una rivoluzione che parte come mentale per poi arrivare ad avere risultati ben concreti in tutto il mondo.
Già dal 1949 con l’uscita del testo di Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, si comincia a percepire il malessere delle donne nell’essere sempre subordinate alla figura maschile dominante nella società. Nel suo saggio, Simone de Beauvoir definisce la donna come ciò che è “Altro” rispetto all’uomo:
Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà ad elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna.
(De Beauvoir, 1961: 15)

MOVIMENTO FEMMINISTA 68

La soluzione per uscire da questa situazione di inferiorità è quella di diventare “altro”, un essere di pari dignità e condizione rispetto all’uomo e non subordinata ad esso.
Liberare la donna significa rifiutare di rinchiuderla nei rapporti che ha con l’uomo, ma non negare tali rapporti (…) Quando invece sarà abolita la schiavitù di una metà dell’umanità e tutto il sistema di ipocrisia implicatovi, allora la “sezione” dell’umanità rivelerà il suo autentico significato e la coppia umana troverà la sua vera forma. (De Beauvoir, 1961: 523)

FEMMINISMO ANNI 60 ITALIA

L’opera di Simone de Beauvoir pubblicata nel 1949 ma tradotta in inglese solo nel 1953 gode sin da subito di un grande successo e tra le donne della medio borghesia si incomincia a diffondere l’idea che la donna possa realizzarsi anche al di fuori delle mura domestiche, al contrario di quanto si credeva fino ad allora. In effetti, negli anni ’50 si era diffusa l’immagine di una “donna-ideale” che non aveva altra ambizione nella vita che quella di soddisfare ogni bisogno del marito e dei figli e di avere una casa perfetta. Le donne erano perciò esortate a sposarsi presto, abbandonare gli studi e le ambizioni professionali per adempiere al loro ruolo di moglie e madre.