Tesina maturità sullo sviluppo sostenibile

Appunto inviato da veronicadeagostini
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Caratteristiche dello sviluppo sostenibile, con esempi che dimostrano il consumo del terreno agricolo e della dispersione insediativa, e propongono alternative sostenibili. Il turismo come una delle maggiori fonti economiche (mondiali ma soprattutto italiane) e le sue qualità sostenibili. Tesina maturità sullo sviluppo sostenibile (10 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Possibile soluzione per la ripresa economica italiana
Materie coinvolte:
TECNICA DI COMUNICAZIONE - Nascita del concetto e applicazione dei parametri di sostenibilità
ITALIANO – “Paesaggio e consumo di suolo nel Veneto” Legambiente 
ECONOMIA - Turismo Sostenibile e maggiori flussi turistici legati a questo movimento   
INGLESE – Sustainable and Responsible Tourism  

Tema sullo sviluppo sostenibile

 

TESINA ECOSOSTENIBILITA'

Ciò che mi ha spinta a trattare di questo argomento è la tendenza al consumismo che si è sviluppata negli ultimi decenni.

Esporrò quindi le caratteristiche dello sviluppo sostenibile, un processo che non implica il consumo smisurato delle risorse in nostro possesso.
Un esempio sarà quello del documento di Legambiente “Paesaggio e consumo di suolo nel Veneto” che tratta del consumo del terreno agricolo e della dispersione insediativa attuate agli inizi del secolo e propone alternative sostenibili.
Dato che il turismo è una delle maggiori fonti economiche (mondiali ma soprattutto italiane) esporrò le qualità del turismo sostenibile (in lingua inglese) dal punto di vista ambientale, e culturale.
Lo sviluppo sostenibile è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. Questo processo impone di soddisfare i bisogni fondamentali di tutti e di estendere a tutti la possibilità di aspirare ad una vita migliore; impone la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, al fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, senza però compromettere la capacità di soddisfare i bisogni delle generazioni future.

Saggio breve sull'importanza dello sviluppo sostenibile

 

TESINA SULLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

Questo ideale è incompatibile con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili) ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità.
Il concetto di sviluppo sostenibile nasce a partire dagli anni ‘70, già allora c’era la consapevolezza che la crescita produttiva illimitata avrebbe portato al consumo delle risorse energetiche ed ambientali. Nacquero allora soluzioni che permettevano di raggiungere uno sviluppo che non avrebbe causato il totale consumo delle risorse del pianeta. La Conferenza di Stoccolma del 1972 (ONU sull'Ambiente Umano) fu decisiva per la nascita di questo ideale di sviluppo e per la stipulazione delle regole base della sostenibilità e fu probabilmente la stessa consapevolezza il motivo per cui lo stesso anno si tennero i primi giochi olimpici eco-compatibili della storia, a Monaco di Baviera.

Sviluppo e sottosviluppo: tema

 

TESINA TURISMO SOSTENIBILE COLLEGAMENTI

Nel 2001, l'UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che "la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura. La diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale". (Art 1 e 3, Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, UNESCO, 2001). Per quanto riguarda la situazione italiana, la Costituzione non conteneva riferimenti alla protezione delle risorse naturali fino agli anni ottanta. Nel 1986 fu finalmente istituito il Ministero dell’Ambiente, trasformato poi nell’attuale Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel 2006. Da allora è stato riconosciuto il “diritto all’ambiente e la sua tutela come bene collettivo”. La regola generale impone "equilibrio" tra uomo ed ecosistema, il consumo di una determinata risorsa non deve superare la sua produzione nello stesso periodo: il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità di carico della natura.