L'agricoltura nella storia: tesina

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L'agricoltura nel neolitico, le prime coltivazioni, dall'età romana al XVII secolo, dalla rivoluzione agricola del XVIII secolo ai giorni nostri. Tesina sull'agricoltura: storia ed evoluzione (5 pagine formato doc)

L'AGRICOLTURA NELLA STORIA: TESINA

Tesina sulla storia ed evoluzione dell'agricoltura - L’agricoltura è l’insieme delle tecniche per coltivare il terreno in modo da ottenere i prodotti utili all’uomo.

Molti fattori influenzano l’agricoltura il primo è l’ambiente, ossia l’insieme delle condizioni climatiche e caratteristiche del suolo che permettono lo sviluppo della vegetazione; esso può produrre degli effetti che durante lo questo sviluppo possono essere negativi o positivi. I fattori che condizionano l’ambiente sono il clima ed il terreno.

Storia dell'agricoltura: il neolitico. Circa 10.000 anni fa la storia umana muta in modo fondamentale con la comparsa dell'allevamento, dell'agricoltura, dell'arte della ceramica e con la fondazione delle prime comunità contadine. Questi processi si diffondono più o meno velocemente in quasi tutto il pianeta, salvo che in qualche regione refrattaria o autosufficiente in cui rimangono isolate alcune popolazioni che basano ancora la propria economia sulla caccia e sulla raccolta occasionale. Questa epoca nuova (il Neolitico), in cui si diffonde la stanzialità delle popolazioni e la nascita dei villaggi, inaugura il passo decisivo dell'umanità verso la fondazione del mondo rurale.

Spiegazione dei concetti di Rivoluzione ed Evoluzione


IL SETTORE PRIMARIO L'AGRICOLTURA

Le prime coltivazioni. E’ verso la metà dell'ottavo millennio che, dall'Anatolia alla Palestina si iniziano a coltivare alcune varietà di frumento (farro, amidacee) e l'orzo. In questa stessa area geografica il montone, la capra, il maiale e il bue varcano più o meno rapidamente la soglia del l'addomesticamento;
i recipienti restano ancora di preferenza di pietra e la terracotta, che si diffonde verso il 6500 a.C. . In Cina, i primi villaggi sedentari si sviluppano lungo il fiume Huang He, sulle fertili terre di Iöss. Locale o importata da terre più meridionali, la coltura del riso compare precocemente nel basso Chang Jang. Nel sudest asiatico e nella regione oceanica è diffusa da epoche remote la coltivazione degli ortaggi. In America, la zucca, il fagiolo e forse anche il mais vengono progressivamente coltivati a partire dal sesto millennio. Nella stessa epoca, le Ande e successivamente il versante Pacifico dell'Equador e del Cile, rappresentano centri primari di sviluppo agricolo.

Storia dell'agricoltura


L'AGRICOLTURA BIOLOGICA

In tal modo la scelta a favore dell'economia di produzione si sviluppa e s'irradia in diversi punti dei globo e diviene poco a poco irreversibile.
Così l’uomo da cacciatore e raccoglitore (l’uomo prima si era cibato solo di vegetali che crescevano spontaneamente e degli animali che cacciava) passò ad agricoltore e allevatore iniziando a costruire i primi villaggi,  sfruttando queste  nuove risorse in grado di sfamare molte persone.
Cambiò anche il comportamento nei confronti degli animali e trovò nei bovini e negli equini un grande aiuto nel lavoro nei campi.
Nell’era del bronzo venne introdotto l’aratro costituito da un grosso ramo con un’estremità ad arpione trainato dagli animali le tecniche agricole nel corso dei secoli vennero migliorate anche con altre tecniche di semina e raccolta.

Storia dell'agricoltura dalla preistoria ad oggi


L'AGRICOLTURA IN ITALIA

L'agricoltura dall'età romana al XVII secolo. Il sistema agricolo dell’impero romano era assai avanzato come lo era anche il commercio. Il fondamento di questa economia era costituito dalle grandi aziende agricole schiavili, che producevano prodotti di gran pregio per l’epoca come olio, vino, frutta e ortaggi. Questi prodotti erano destinati ai grandi mercati urbani. Altre vasti aree come la Sicilia e il Nordafrica furono dedicate alla coltura di grano e cereali in genere. Indispensabile era anche la fitta rete commerciale romana che permetteva a questi prodotti di essere commercializzati in tutto l’impero.
Alla caduta dell’impero romano caddero anche questi tipi di coltivazioni. Al posto delle aziende schiavili nacquero le “ville”. Queste erano sotto il dominio di un unico grande signore e i prodotti ottenuti servivano solo per il sostentamento della comunità agricola locale.  Questa agricoltura di sussistenza portò all’abbandono di molti terreni e gli scambi subirono una grande diminuzione.