Tesina maturità sul Kenya

Appunto inviato da strianoelisabetta
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Tesina di maturità sul Kenya, Stato dell'Africa orientale (12 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SUL KENYA

Introduzione.

Scegliere questo argomento per la tesina di V liceo poteva essere scontato per molti, ma non per me. Infatti dall’inizio di questo anno scolastico avevo molte idee riguardo ambiti completamente diversi, fino a quando nel Dicembre 2013 sono partita con la mia famiglia per un viaggio in Kenya, dove ho trascorso le vacanze natalizie.
Sono nata in Italia da un matrimonio tra un papà di Civitavecchia e una mamma del Kenya, una nazione che si affaccia sull’Oceano Indiano e la cui capitale è Nairobi.
Crescendo qui ho ricevuto un’educazione tipica occidentale, sono sempre stata circondata dai parenti di mio padre e, per questo motivo, sento di appartenere maggiormente al continente europeo.
Nonostante tutto ciò ritengo importante valorizzare anche la mia metà africana, poiché  fa parte del mio essere ed è anche grazie a lei che sono ciò che sono. Questo è il senso del titolo che ho scelto.
In Kenya ci sono tutti i miei parenti materni e prima dello scorso anno, l’ultima volta che sono partita è stato nel 2008, ma quella volta ero ancora troppo piccola e non sono stata in grado di apprezzare l’insieme di caratteristiche culturali e morali che rendono speciale quel Paese.

Ricerca di geografia sul Kenya

 

TESINA MATURITA' AFRICA

Ora ne sono consapevole: l’Africa è un continente affascinante, sento di farne parte e accetto il fatto che lui faccia parte di me.
Quindi, se per fare una tesina la cosa migliore è scegliere un argomento sentito fino in fondo, questo per me è il più adatto!
Considerato che sono frutto di un matrimonio misto mi ha incuriosito capire come alcuni caratteri di un individuo vengono influenzati dai caratteri che i genitori gli trasmettono, in particolare mi sono interessata del colore della pelle. Per spiegare matematicamente questo fenomeno, detto eredità poligenica, mi sono servita della curva di Gauss. Inoltre, leggendo un romanzo ambientato in Kenya, “La mia Africa” di Karen Blixen, mi sono appassionata della perfetta descrizione del paesaggio e della cultura locale che fa di questo libro, a mio parere, un capolavoro autobiografico; per questo ho deciso di recensirlo e commentarlo. Inoltre ho approfondito il modo in cui la popolazione keniana (o keniota) sia stata capace di conquistare l’indipendenza attraverso diverse difficoltà dovute al colonialismo inglese. Per la materia di legislazione sociale ho dedicato uno spazio all’ organizzazione politico – amministrativa del Kenya. Inoltre studiando, nel corso dell’anno, una delle materie di indirizzo, cioè metodologia della ricerca socio - psico pedagogica, mi è sembrato appropriato approfondire l’aspetto dell’ etnopsichiatria ed, in seguito ho collegato lo stesso aspetto per filosofia e musica: rispettivamente l’etnofilosofia e l’etnomusicologia. Infine, tramite un’accurata ricerca riguardante l’educazione, l’influenza familiare e culturale riguardo l’apprendimento in età infantile, per la seconda materia di indirizzo, pedagogia, ho deciso di analizzare il valore pedagogico della favola.

Tesina sull'Africa

 

KENYA GEOGRAFIA

Al momento del concepimento cromosomi materni e paterni si fondono così da creare un unico organismo vivente, il quale avrà un proprio materiale genetico. Inoltre alcuni dei suoi caratteri fenotipici, ossia l'insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un organismo vivente (la sua morfologia, il suo sviluppo, le sue proprietà biochimiche e fisiologiche comprensive del comportamento), saranno determinati dall’espressione di due o più geni. Questo fenomeno biologico è presentato con il nome di eredità poligenica e ne sono validi esempi il colore dell’iride, l’altezza, ma soprattutto il colore della pelle.
Nella seconda metà del 1800 G. Mendel, noto matematico, naturalista e frate agostiniano ceco,  elaborò le leggi della genetica. Attraverso diversi esperimenti condotti su fiori e baccelli osservò che i caratteri da lui esaminati erano monofattoriali, cioè dovuti all’ azione di un solo gene. Egli selezionò linee parentali stabili per sette caratteri (colore dell’involucro del seme e del fiore, colore e forma del seme, colore e forma dei baccelli, lunghezza dello stelo, posizione dei fiori) che utilizzò negli esperimenti di incrocio. Per tutti i sette caratteri considerati, la progenie ottenute da incrocio
di linee pure di piante di pisello non mostravano caratteristiche
intermedie rispetto ai fenotipi parentali.