Tesina sulla parola

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Tesina sull'importanza della parola, ideale per il liceo classico (4 pagine formato doc)

TESINA SULLA PAROLA

La parola è un elemento trasversale a tutte le epoche e a tutti gli ambiti della vita umana.
Da quando è stata inventata , essa è diventata parte della realtà e del divenire quotidiano.
La parola, certo, è solo uno dei tanti mezzi di comunicazione possibili all’uomo, ma è uno dei più efficaci.
Interessante è l’aspetto democratico della parola nell’antica Grecia: gli stessi verbi del dire indicano una collettività, una condivisione della parola e del pensiero. Basti pensare a lego, che non significa solamente “dire”, ma anche “raccogliere”; o ad agoreuo, che ha la stessa radice di agorà.
Entrambi i verbi non indicano un dire autoritario (come invece fa il dico latino o italiano, che rimanda all’idea di indicare), ma sono legati al dibattito, allo scambio di idee, favorito anche dagli stessi spazi della polis.
Bisogna poi prendere in considerazione anche l’importanza che la parola assume nella tragedia greca. Dice Aristotele che i sei elementi fondamentali della tragedia sono i personaggi, la fabula, lo spettacolo, la musica, il pensiero e il linguaggio.
 

Tesina sulla parola per la maturità

 

L'IMPORTANZA DELLA PAROLA TESINA

Il linguaggio, in particolare, è espressione del pensiero, e serve a direzionare eticamente lo spettatore. Proprio per questo, alle tragedie erano tenuti ad assistere tutti i cittadini della polis, e chi perdeva la giornata lavorativa riceveva dallo stato un compenso, l’obolo. Possiamo da ciò comprendere la grande valenza che tale produzione aveva nel mondo greco, una valenza testimoniata anche dalla struttura architettonica del teatro stesso, in grado di favorire il dibattito tra politai. Prima di essere messe in scena, le tragedie erano valutate da una giuria che ne decideva la rappresentabilità in base ai valori e ai messaggi di cui si facevano portatrici. Le tragedie avevano anche una funziona catartica ed educativa: empatizzando con il dramma, lo spettatore si liberava ed evolveva e la sua crescita poteva avvenire anche grazie a un singolo termine, a una singola frase, a un singolo stasimo del coro. VERSI EURIPIDE
Già nei poemi omerici si assiste a forme embrionali di dibattito, che porteranno, più in là, alle demagorie e, in seguito, alla grande produzione oratoria del quinto secolo. Si tratta di una produzione che è ancora legata alla struttura della polis e che si articola in tre generi principali: politico, giudiziario ed epidittico.
 
 

TESINA SULLA FORZA DELLA PAROLA

Grandissimo esponente del genere politico fu Demostene, che contribuì alla creazione del mito di Atene; rappresentante del genere epidittico fu invece Isocrate; si occupò del genere giudiziario Lisia. Quest’ultimo, però, scrisse anche un epitafio per i caduti in difesa dei corinzi. Si tratta di un’orazione epidittica in cui Lisia traccia la storia di Atene dalle sue origini alle guerre persiane. Con le sue parole, Lisia non solo tramanda ai posteri la grandezza della città, vista come massimo esempio di democrazia, coraggio e libertà, ma dice apertamente che è fondamentale, per gli uomini, avere il ricordo degli antenati “cantandone la gloria nelle odi, elogiandoli negli encomi dei valorosi, celebrandoli in occasioni come questa, educando i vivi sulle azioni dei morti”.

La forza della parola nel Decameron: saggio breve

 

TESINA SULLA PAROLA E LE SUE FORME

La parola, dunque, diventa qui garante dell’immortalità, andando a ricoprire lo stesso ruolo che aveva avuto in età arcaica, quando, con le epigrafi, prime forme di epigramma, si voleva immettere nuovamente l’uomo nel vivere sociale. Ed è proprio la parola a rendere eterna la gloria di Atene e della Grecia.
Anche durante l’età imperiale la parola mantiene la sua importanza. Perde, certo, quella dimensione democratica che aveva avuto nel periodo di massimo splendore della polis, ma diventa comunque un mezzo fondamentale per dirigere, controllare, diffondere messaggi politici. E’ in questo periodo, tra il primo e il secondo secolo d.C., che nasce quel movimento chiamato Seconda Sofistica, in relazione ai primi sofisti –quegli intellettuali che, vissuti nel V secolo, facevano della filosofia una professione ed esaltavano l’importanza della retorica.