Tesina sulla magia ed esoterismo

Appunto inviato da ginevra2006
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Tesina di maturità per il liceo classico sulla magia ed esoterismo (23 pagine formato doc)

TESINA SULLA MAGIA ED ESOTERISMO

Magia ed esoterismo nei diversi ambiti culturali
Introduzione (perché hai scelto questo tema?)
Dunque, per il mio esame orale ho scelto come tema quello della magia.

Questo è un tema che mi sta molto a cuore. La prima volta con cui ne venni a contatto fu in I liceo, quando alcuni miei compagni di classe incominciarono a raccontare alcune storie di fantasmi tramandate dai loro nonni. Curioso, andai su internet a documentarmi e navigando tra i vari blog, vidi che alcune persone parlavano di magia, dei suoi tipi, di rituali, etc. Insomma, mi si aprì un mondo del tutto nuovo, il quale mi attirò a sé e non mi ha mai più lasciato.
Infatti, da allora sono sempre alla ricerca di nuovi libri da leggere per informarmi su quest’argomento. Sono due anni che ormai sono a contatto con questa materia, e, se posso dirla tutta, sento di essere cresciuto spiritualmente. La prima cosa che si legge in un libro di magia è aver fede in se stessi e l’unico modo per farlo è quello di accrescere la propria volontà.

Tesina sulla magia


TESINA SULLA MAGIA LICEO SCIENTIFICO

Io non credo che la magia (come vi è scritto su Wikipedia cfr.) sia soltanto quella tecnica utilizzata per mutare gli eventi e fenomeni fisici con la propria volontà, ma uno stile di vita, un percorso che ci porta a cambiare, a rafforzarci e tutto ciò grazie, appunto, alla nostra forza di volontà, e questa, penso, che sia la più grande forma di magia a cui si possa assistere.
Arte: Matthew Barney
All’interno dell’arte contemporanea, nella corrente del neobarocco e del post-human, troviamo Matthew Barney, il quale ci mostra come il video possa anch’esso diventare arte. L’artista americano crea nei propri film metamorfosi di se stesso ispirate al mondo dei musical, alla letteratura horror, alla fantascienza o alla mitologia celtica, assumendo spesso attributi bestiali che ricordano le iconografi di esseri mitici, come ad esempio i fauni (Cremaster 4), il tutto aggiunto ad una carica di erotismo.
Cremaster Cycle
Cremaster Cycle (1994 – 2002) è una serie di cinque film scritti, diretti e interpretati da Matthew Barney, una delle personalità più richieste ed acclamate del panorama artistico contemporaneo. Completato nell’arco di otto anni, il ciclo è stato girato utilizzando un linguaggio visivo sofisticato ed esteticamente impeccabile, a metà tra videoarte e cinema sperimentale. Il risultato è un’epopea surreale, ricca di  riferimenti cinematografici e letterari (da Carpenter a Poe, da Kubrick a Lovercraft, a Cronenberg) dove pezzi di storie si intrecciano e si sfiorano, dando vita ad una narrazione dai risvolti onirici e carica di immagini ambigue e misteriosamente allegoriche.

Saggio breve sulla superstizione


TESINA SULLA MAGIA COLLEGAMENTI

Motivo ispiratore dei cinque film è l’attività del cremastere, un muscolo involontario dalla duplice funzione: nell’uomo adulto sostiene i testicoli, ritirandoli o rilasciandoli in modo da mantenere costante la temperatura interna e garantendo così la fertilità del liquido seminale; durante la formazione del feto, invece, la sua comparsa determina la costituzione di un genere sessuale piuttosto che l’altro. Intorno a questi due eventi Barney crea una vera e propria cosmogonia visiva, una saga epica in cui la determinazione del sesso è una lotta senza campo, combattuta metaforicamente dai personaggi che animano l’immaginario inconscio, raffinato e sofisticatissimo dell’artista: così la battaglia tra i gameti, il cui esito deciderà la definizione di un genere, maschile o femminile, o l’assenza di esso (ermafroditismo) viene messa in scena come una corsa tra due squadre di sidecar racers, motociclisti con sidecar, caratterizzate da colori primari opposti (il giallo e il blu) ma complementari: mischiandoli si ottiene un terzo colore, il verde (Cremaster 4). La discesa delle gonadi, fondamentale per la definizione del sesso, è invece ambientata in uno stadio (che in pianta riassume specularmente lo schema dell’apparato riproduttivo maschile e femminile)  in cui una bellissima modella in divisa da hostess di volo, stringendo tra le dita lunghissime funi trasparenti, guida l’attracco di due dirigibili Goodyear (Cremaster 1).