Il primo Novecento: tesina di terza media

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Tesina di terza media multidisciplinare sulla storia del primo novecento (20 pagine formato doc)

PRIMO NOVECENTO: TESINA DI TERZA MEDIA

INDICE:
1 Copertina
2 Indice
3 Mappa
4 Introduzione
5 Quadro storico politico del primo Novecento
6-8 Prima guerra mondiale
9-12 La Russia
13-14 Gabriele D’Annunzio
15 Penicillina
16 Igor Stravinskij
17-18 Guglielmo Marconi
19-20 Umberto Boccioni- scheda del quadro
21 Quadro Rissa in galleria
22 L’ebraismo
23-24 Dialoghi francese
25 Dialogo inglese.

L'Europa del primo novecento: riassunto

PRIMO NOVECENTO STORIA

INTRODUZIONE Per elaborare questa mappa ho deciso di approfondire la situazione storico-politica dell’Italia all’inizio del Novecento e ho cercato di effettuare, per quanto possibile,dei collegamenti logici con le varie materie.
Per quanto riguarda italiano ho deciso di portare il Decadentismo, la vita di D’Annunzio e una sua poesia ( O falce di luna calante).
Per storia ho scelto la Prima guerra mondiale sia perché si collegava come periodo storico sia perché è l’argomento di storia che mi ha più interessato durante l’anno.
A storia ho collegato tecnica con lo sviluppo delle radiocomunicazioni poiché la radio è stata scoperta in quel periodo; a storia ho anche collegato la Russia di geografia dato che è stata una nazione che ha partecipato attivamente alla guerra; poi a quest’ultima ho collegato musica con la biografia di un musicista russo (I.Stravinskij)
Sempre partendo dal quadro storico e politico italiano ho scelto per scienze la scoperta della penicillina, poiché risale al 1928.
Di ed.

Artistica ho scelto come periodo il futurismo (avanguardia del primo novecento) e porto come pittore Umberto Boccioni e un suo quadro (Rissa in galleria del 1910).
Ho anche deciso di portare religione parlando dell’ebraismo;di ed.fisica ho scelto atletica poiché è lo sport che pratico e che mi piace.

STORIA INIZIO 900 ITALIA: IL QUADRO STORICO-POLITICO

Alla fine dell’800 si registrò in Europa un intensificarsi di quei cambiamenti che avevano cominciato a caratterizzare il continente nei decenni precedenti: un enorme sviluppo dell’industrializzazione e l’infittirsi delle guerre imperialistiche e coloniali, soprattutto in Africa e in Asia che trovavano da parte degli stati promotori anche una giustificazione ideologica.
Si andava, infatti, diffondendo l’idea della superiorità della razza bianca europea, incaricata di una missione civilizzatrice sui popoli “primitivi” e “barbari” e destinata alla guida del mondo.
Però anche la rivalità tra gli Stati europei andava aumentando e si faceva conflittuale: il delicato equilibrio si sarebbe presto rotto, dando luogo all’immensa tragedia della prima guerra mondiale.
All’interno degli stati più avanzati si stava verificando anche un’altra trasformazione del sistema produttivo, sempre più dominato dalle grandi industrie e dal capitale finanziario ad esse legato e concentrato nelle mani dei grandi affaristi.
In conseguenza di ciò si veniva modificando anche il sistema sociale, con la crescente contrapposizione fra capitale e lavoro.
In questo modo si andavano espandendo e consolidando le organizzazioni dei lavoratori legate per lo più alle teorie di Karl Marx; il proletariato, unica e vera forza produttiva d’ogni Paese doveva battersi per eliminare le contraddizioni della società contemporanea, dominata dalla classe borghese capitalista, e impegnarsi a conquistare il potere.

PRIMO NOVECENTO ARTE

LA SITUAZIONE EUROPEA ALL’INIZIO DEL NOVECENTO.

Il sistema industriale aveva raggiunto la sua piena maturità con la seconda rivoluzione industriale di fine Ottocento, caratterizzata da una serie d’innovazioni tecnologiche e scientifiche e da un ulteriore sviluppo dei mezzi di comunicazione.
Le grandi industrie, investendo i loro capitali, erano ormai in grado di influenzare e determinare la politica dei governi e di controllare i mercati internazionali e l’economia mondiale.
L’aumento della produzione richiedeva vasti mercati: se il vecchio capitalismo aveva esportato prodotti finiti nelle proprie colonie per ottenere in cambio materie prime, il nuovo capitalismo esportava e investiva soprattutto capitali negli Stati sottosviluppati, per poterne meglio sfruttare le materie prime e ricavarne quindi altissimi profitti.
In questo clima di grande espansione economica si accentano i conflitti tra le classi sociali nelle grandi metropoli dove ricchezza e benessere non erano equamente distribuiti.
D’altra parte l’aspirazione delle grandi industrie ad ottenere un ruolo di prestigio in tutti i paesi del mondo era all’origine di molte rivalità fra le potenze europee.
Al precario equilibrio politico bastò una scintilla per provocare lo scoppio della guerra: nel 1914 l’uccisione dell’arciduca d’Austria a Sarajevo.