Il limite tra soglia e confine: tesina maturità

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Tesina multidisciplinare per l'esame di maturità sul tema del limite, tra soglia e confine (30 pagine formato doc)

IL LIMITE TRA SOGLIA E CONFINE: TESINA MATURITA'

Il limite…fra soglia e confine…Il termine limite acquista un duplice significato, poiché deriva da due differenti sostantivi latini, ossia limes, limitis e limen, liminis: il primo assume un’accezione negativa di confine, che costituisce per l’uomo una barriera invalicabile e che, dunque, lo segrega in uno stato di prigionia; al contrario, il secondo ha il valore di soglia, ed è per l’uomo passaggio, apertura verso nuovi orizzonti.
Nelle letterature, così in filosofia, possiamo osservare come la riflessione sul limite si rivesta di molteplici sfaccettature.
Nella poetica di Leopardi assistiamo ad un’evoluzione del concetto di limite: esso, inizialmente, rappresenta la possibilità di andare oltre, perché permette, una volta superato, di raggiungere l’infinito; ma, in un secondo momento, poiché l’uomo può concepire l’infinito solo ponendo un punto di riferimento, il limite negherà l’esistenza dell’infinito stesso.

Il limite: tesina di maturità

TESINA LIMITE UMANO

Significativo per la prima fase di questa evoluzione è, certamente, l’idillio l’Infinito , composto da Leopardi nel 1819, quando il suo pessimismo è limitato unicamente alla sua condizione personale ed egli nutre, ancora, una speranza di cambiamento; nel componimento il poeta vive l’esperienza del limite, corrispondente alla siepe, che gli preclude la vista di gran parte dell’orizzonte, ma, insieme, lo stimola ad attraversarlo.


Ne l’Infinito, dunque, Leopardi concretizza l’idea di superamento del limite, la cui chiave di comprensione emerge anche dall’uso dei dimostrativi: questi, infatti, definiscono le coordinate spaziali della posizione del poeta che, se prima si trova al di qua della siepe ed immagina “interminati spazi di là da quella”, in seguito, ossia dopo aver varcato il limite, approda in “questa immensità” ed in “questo mare”, di cui diventa parte integrante.
L’infinito è qui identificato proprio nel mare, quindi un luogo fisico, reale e, soprattutto, raggiungibile, in cui il poeta si abbandona, o meglio, naufraga dolcemente.

Il superamento dei limiti umani: tesina di maturità

TESINA MATURITA' OLTRE IL LIMITE

Leopardi, in seguito alla stesura de l’Infinito, riprende le tematiche dell’idillio in alcuni pensieri dello Zibaldone; nel luglio del 1820, a proposito, scrive:
«..alle volte l’anima desidererà ed effettivamente desidera una veduta ristretta e confinata in certi modi, come nelle situazioni romantiche. La cagione è la stessa, cioè il desiderio dell’infinito, perché allora in luogo della vista, lavora l’immaginazione[…] L’anima s’immagina quello che non vede, che quell’albero, quella siepe, quella torre gli nasconde[...] e si figura cose che non potrebbe se la sua vista si estendesse da per tutto…»  
Leggendo questa riflessione, comprendiamo che la siepe, il limite, è condizione necessaria perché l’uomo immagini ciò che vi sta oltre, e senza di essa “il reale escluderebbe l’immaginario”. Il medesimo pensiero è perseguito, nella letteratura francese, da Baudelaire, che ne Le Finestre, poemetto appartenente alla raccolta Spleen di Parigi, sostiene come ciò che si può vedere al di là di una finestra sia, senza dubbio, più interessante di ciò che appare alla luce del sole: il vetro, infatti, è un’apertura verso nuovi mondi, che il poeta può creare proprio attraverso l’immaginazione.

Il limite: tesina maturità per liceo

IL LIMITE IN LETTERATURA ITALIANA: PENSIERO DI LEOPARDI

Comunque, come anticipato, nel pensiero di Leopardi il concetto di limite si sviluppa parallelamente all’evoluzione del suo pessimismo che da personale, e poi storico, arriva ad assumere una determinazione cosmica, poiché abbraccia l’umanità intera. Nell’ultima fase di questa meditazione filosofica, sorta a partire dal 1822, il poeta giunge a confutare l’esistenza dell’infinito, ciò che è illimitato, partendo dal fatto che “una cosa senza limiti non può esistere, non sarebbe più cosa”; l’idea di limite è inscindibile, quindi, dal concetto di cosa, poiché solo il limite è in grado di distinguere un ente dall’altro e di permettere la loro identificazione. La conclusione è, di conseguenza, che solo ciò “che non esiste, la negazione dell’essere, il niente, possa essere senza limiti, e che l’infinito venga in sostanza a esser lo stesso che il nulla.”.