Lo scontro tra Tersite e Ulisse: parafrasi

Appunto inviato da davideyo
/5

Parafrasi del brano dell'Iliade di Omero, Lo scontro tra Tersite e Ulisse (1 pagine formato )

LO SCONTRO TRA TERSITE E ULISSE: PARAFRASI

Iliade di Omero.

Lo scontro fra Tersite e Ulisse. Tutti gli altri si sedettero e stettero ai loro posti, ma ancora strepitava solamente Tersite, il parlatore petulante, che nella sua mente nutriva molti sciagurati discorsi per litigare con i re senza motivo, fuor di proposito, ogni volta che riteneva che un certo argomento potesse divertire i Greci; era il più spregevole tra tutti quelli venuto all’assedio di Troia. Aveva le gambe storte, era zoppo da un piede, aveva le spalle ricurve e cadenti sul petto; sopra le spalle aveva una testa a forma di pera sulla quale crescevano radi i capelli.
Era, più d’ogni altro, il più odiato da Achille e ad Odisseo, perché spesso li oltraggiava; quel giorno al divino Agamennone, gracchiando con voce acuta, diceva improperi: gli Achei contro Agamennone sentivano rabbia e sdegno in cuor loro.

Tersite, Iliade: parafrasi

LO SCONTRO TRA TERSITE E ULISSE, RIASSUNTO

Dunque, strillando a gran voce, insultava Agamennone: “Atride, di cosa ti lamenti ancora, cosa stai cercando? Sei molto ricco e hai molte donne che noi Achei a te per primo doniamo quando espugniamo una rocca. Hai bisogno di ancora più oro, che chieda il riscatto di qualche soldato catturato, oppure di una giovane donna da tenertela tu in privato? No, non è giusto che, essendo tu il capo, trascini nei guai gli Achei. Compagni, gente di poca importanza, Achee, non più Achei, facciamo ritorno a casa, e questo lasciamolo sotto Troia a dirigere i suoi premi, in modo che capisca che in qualche modo noi un aiuto glielo davamo; lui, che ha disonorato Achille, uomo molto migliore di lui: si è preso e si tiene il suo premio, avendolo preso con le forze! Ma davvero Achille non è arrabbiato, invece lascia correre: sennò, adesso, era l’ultima volta che insultavi!”.
Disse così Tersite, ingiuriando Agamennone, signore dei popoli,; ma subito dopo si metteva di fianco Odisseo divino, e, guardandolo storto, gli rispose con aspre parole: “Tersite, consigliere scriteriato, anche se sei un bravo oratore, finiscila di voler litigare da solo con i re: non penso che ci sia uomo peggiore di te, tra tutti quelli che sono venuti all’assedio di Troia. Perciò non dovresti parlare così con i re e rimproverarli, e soprattutto spingere al ritorno. Del resto, non sappiamo nemmeno come andranno le cose, se bene o male faremo ritorno, noi figli degli Achei.

LO SCONTRO TRA TERSITE E ULISSE

Per questo ora Agamennone, signore di popoli, stai offendendo, perché gli eroi Danai gli fanno moltissimi doni: e tu lo stai insultando. Ma io te lo dico, e questo avrà compimento: se ti ribecco ancora a parlare così come ora, che la testa non mi stia più sulle spalle e che io non possa più essere detto il padre di Telemaco se non ti prendo, ti tolgo il vestito, mantello e chitone, che ti copre le vergogne, e non ti spedisco piangente alle navi sbattendoti fuori dall’assemblea con botte umilianti!”.