Epistulae morales ad lucilium 47, 1-4: traduzione

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analisi, commento e traduzione del testo originale di Seneca (1 pagine formato doc)

Epistulae morales ad lucilium 47, 1-4: traduzione - Gli schiavi appartengono anch’essi all’umanità (Epistula 47, 1-4)
Seneca saluta il suo Lucilio - 1.
Con piacere ho saputo da coloro che provengono da casa tua che tu vivi con i tuoi schiavi con familiarità: questo si addice alla tua saggezza e alla tua preparazione filosofica. “Sono schiavi”.

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Al contrario, sono uomini. “Sono schiavi”.
Al contrario, sono tuoi compagni. “Sono schiavi”. Al contrario, sono umili amici. “Sono schiavi”. Al contrario, sono compagni di schiavitù, se penserai che la sorte ha un’eguale potere verso gli uni e gli altri (alla sorte è lecito altrettanto verso gli uni e gli altri). NB: Seneca, generalmente, nelle lettere parte da un Kairòs, una situazione concreta, che dia adito di sviluppare l’argomento:

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in questo caso l’autore parte nel discorso avendo parlato con alcuni provenienti dalla casa di Lucilio. L’interlocutore, che parla tra virgolette, è rappresentate dell’uomo conservatore e rappresentate dell’ideologia corrente. Seneca ritiene che tutti siano nelle mani del destino e per cui tutti divengono compagni di schiavitù, in quanto tutti possono essere colpiti dalla sorte in egual modo.