Sallustio: traduzione del De Catilinae coniuratione

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Traduzione di alcuni brani tratti dal "De Catilinae coniuratione" di Gaio Sallustio Crispo (2 pagine formato doc)

SALLUSTIO: TRADUZIONE DE CATILINAE CONIURATIONE

Brani di Sallustio: De Catilinae coniuratione.

Testo 86 – pag. 404 – In che cosa l’uomo si distingue dagli animali
(1) Bisogna che tutti gli uomini che si applicano per eccellere sugli altri animali si impegnino con sforzo incessante, per non trascorrere la vita nell’oscurità, simile alla bestia (pecora) che la natura volle prona e schiava del ventre. (2) Ma tutta la nostra forza sta nell’anima e nel corpo; ci serviamo della guida dell’anima, dello strumento del corpo; l’una ci accomuna agli dei, l’altro alle bestie.
(3) E mi sembra più decoroso tendere alla gloria con l’ingegno piuttosto che con la forza fisica e, poiché la vita che viviamo è breve, rendere il più duraturo possibile il nostro ricordo. (4) Infatti la gloria delle ricchezze e dell’aspetto è fuggevole e fragile, la virtù è posseduta chiara ed eterna. (5) A lungo si è dibattuto sugli uomini se un’azione militare abbia successo per la forza del corpo o per la virtù dell’animo. (6) Infatti bisogna che prima che tu intraprenda un’impresa rifletta e, dopo che avrai riflettuto, procedere prontamente. (7) Così queste due facoltà hanno bisogno di reciproco completamento.

La congiura di Catilina, Sallustio: riassunto

SALLUSTIO, DE CATILINAE CONIURATIONE: TRADUZIONE

Testo 89 – pag. 410 – Il protagonista Catilina
(1) Lucio Catilina, nato da nobile stirpe, fu (uomo) di grande forza sia d’animo sia di corpo, ma di indole malvagia e perversa. (2) A questo furono gradite le guerre interne, le sconfitte, le rapine, la discordia civile dell’adolescenza, e in quel clima trascorse la sua giovinezza. (3) Il corpo era capace di sopportare il digiuno, il freddo, la veglia, oltre quanto a uno è credibile. (4) L’animo era temerario, ingannatore, mutevole, simulatore e dissimulatore di qualsivoglia fatto; avido dei beni altrui, scialacquatore dei propri; ardente nella cupidigia; (possedeva) abbastanza eloquenza, ma poca saggezza. (5) Il suo animo insaziabile aveva sempre mete smisurate, incredibili, troppo alte. (6) Dopo il dominio di Silla lo aveva invaso il grande desiderio di impossessarsi dello stato, e non si poneva alcuno scrupolo sui mezzi per ottenere ciò, mentre si preparava il regno. (7) Il suo animo insofferente era ogni giorno di più agitato dalla scarsità del patrimonio e dalla consapevolezza dei delitti (compiuti), che aveva accresciuto entrambi con la condotta di cui ho parlato sopra. (8) Inoltre emergevano i corrotti costumi dei cittadini, che erano inquinati da due vizi rovinosi e tra loro in contrasto, desiderio di lusso e sete di denaro. (9) Poiché l’occasione ha richiamato alla memoria i costumi della città, l’argomento stesso sembra invitarmi a tornare i indietro e a delineare con poche parole le istituzioni dei nostri antenati in pace e in guerra, in che modo abbiano governato lo stato, quanto grande lo abbiano lasciato (e), come, in seguito a graduali mutamenti, esso sia passato dal massimo dello splendore e della grandezza al massimo della miseria e della degradazione.