Achille e lo Scamandro: parafrasi

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Achille e lo scamandro: parafrasi del brano epico di Omero, l'Iliade (2 pagine formato doc)

ACHILLE E LO SCAMANDRO: PARAFRASI

Achille e lo Scamandro, brano epico di Omero.

(Fiume che attraversa Troia ed è anche una Divinità).
Achille si avviò verso i Peòni (alleati dei Troiani) che guidavano i carri,
e che correvano lungo il fiume vorticoso
avendo visto il loro più valoroso guerriero
massacrato da Achille.
Qui, Achille uccise Tersiloco, Midone, Astipilo,
Mneso, Trasio, Enio e Ofeleste;
Achille avrebbe ucciso ancora molti Peòni
se non gli avesse parlato il fiume, adirato e sdegnato,
Che avendo preso sembianze umane, gridò lungo il fiume:
“O Achille, tu sei il più forte, ma commetti troppe azioni cattive,    (Lo Scamandro ammira Achille per la sua for-
di più degli altri esseri umani, ma comunque sei protetto dagli Dei…    za, ma si sente profondamente offeso).

Iliade di Omero: parafrasi

PARAFRASI ILIADE LIBRO 21

Se Zeuz ha stabilito che devi sterminare i Troiani,
abbi almeno il rispetto di farlo lontano dalle mie acque:
le mie correnti calme sono piene di morti,
mi vergogno ormai a versare le mie acque nel mare Divino,
per quanti morti ho eppure tu continui a massacrare senza sosta altre persone;
vai via, smettila, mi sembra di essere davanti a un massacratore di uomini non ad un eroe, mi fai orrore!”
Così rispose Achille:
“Sarà come chiedi, Scamandro divino,
ma certo non smetterò di uccidere i Teucri arroganti,
prima di averli rinchiusi a Troia e prima di aver duellato con Ettore,
e vedere se vincerà lui o io”
Dopo aver detto questo, si scagliò contro i Troiani come un Dio:
allora il fiume possente parlò ad Apollo:
“O Apollo, figlio di Zeuz, tu
hai tradito la volontà di tuo padre, che ti ha comandato
di aiutare e di difendere i Teucri,
fino al calare della sera che copre lentamente di ombre la terra…”  

SCAMANDRO

Lo Scamandro si gonfia e abbatte le sue acque contro Achille,
la corrente lo (Achille) spingeva  sbattendo contro il suo ( di achille) scudo;
Achille non riuscendo a stare saldo a terra, si aggrappa ad un olmo
molto grande strappato dalle redici,
questo entrò in acqua rallentò le onde,
e con i fitti rami ferma per un poco la corrente.
Achille uscì dall’acqua,
e gettatosi con i piedi sulla terraferma ,incominciò a correre
spinto dalla paura; ma la divinità non lo lasciò scappare            ( Achille dimentica di essere un eroe)
e gli spinse dietro le alte onde nere per tentare di fermare l’opera distruttrice
di Achille e allontanare le rovina da Sparta.
Achille, figlio di Peleo, saltò indietro tanto quantola lunghezza di una lancia,
come un’aquila nera
che tra tutti gli uccelli è la più forte e rapida,
saltò proprio come un aquila, e tutta l’armatura di bronzo rimbombò;
fuggiva davanti al fiume,
ma questo ancora più violento incalzava le proprie acque velocemente.
Come un agricoltore,
che guida il flusso dell’acqua verso giardini o piantagioni,
che con una zappa scava terra dal fosso
con la ghiaia che rotola sotto l’acqua,
così gorgoglia l’acqua
nel terreno in discesa, talmente velocemente che precede lo Scamandro
e sta dietro ad Achille,
benché andasse veloce: gli dei sono più forti degli uomini.                                   (tema centrale)
E quante volte il divino, veloce Achille
voleva girarsi per vedere se davvero
tutti gli dei erano contro di lui,
tante volte l’altezza dell’acqua del fiume mandato da Zeuz
saliva fino superare le spalle di Achille, il quale faceva un salto per tentare di uscirne,
sconvolto nell’animo; ma le sue ginocchia  si piegavano per la stanchezza,

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