Rinaldo: nella selva incantata 17-36 parafrasi

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Parafrasi di Rinaldo, nella selva incantata (2 pagine formato docx)

17.
Egli ammira il bel candore della veste cambiata. Dopo si dirige sicuro di se verso l’antica ed alta foresta. Era giunto dove i mento forti venivano fermati anche solo dal terrore che emanava la sua vista. (foresta)
La foresta  a lui non pare ne spiacente ne paurosa, solo leggermente ombrosa.

18. Entrando nella foresta sente un suono dolcissimo che si diffonde. Sente il gorgoglio di un ruscello, il vento che fa frusciare le foglie e sente il canto di un cigno. Flebile l’usignolo che cinguetta tristemente gli risponde. Lire organi e voci umane, tanti e diversi suoni sono un unico suono.


19.
Il cavaliere così come agli altri (crociati) era accaduto, si aspettava un gran rumore che lo spaventasse, invece udì il canto di ninfe e sirene e si fermò stupito per udire il concerto d’aria d’acqua e d’uccelli.
Poi esitante e lento se ne va e l’unico ostacolo che incontra è un fiume calmo e trasparente.

20. I due margini del fiume sono adornati di bellezze e di odori, profumano e risplendono. Il fiume forma un’ansa così grande che il bosco pare starci dentro tutto e non è un semplice contorno, un suo canaletto entra e lo divide: il canaletto bagna il bosco e il bosco gli fa ombra, con un bello scambio d’ombra e d’umore.

21. Mentre Rinaldo punta dove il fiume è guadabile vede un ponte, un ponte ricco d’oro che sugli stabilissimi archi gli offriva un largo passaggio. Passa il varco dorato che crolla non appena lui ha toccato l’altra riva e l’acqua velocemente lo fa affondare, l’acqua che era un bel ruscello ora è un torrente.


22. Rinaldo si gira e vede il fiume ingrossato e gonfio quasi come quando scioglie la neve, il fiume si gira su se stesso formando mille gorghi. Il desiderio di novità lo spinge a spiare tra le antiche e folte piante e in quelle solitudini selvagge trova sempre nuove meraviglie.