Contro Eratostene di Lisia

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Traduzione dal greco all'italiano dell'Orazione "CONTRO ERASTONE" e Proemio che pronunciò lo stesso Lisia (13 pagine formato doc)

CONTRO ERATOSTENE, CHE ERA UNO DEI TRENTA, ORAZIONE CHE PRONUNCIÒ LO STESSO LISIA
1 Mi sembra difficile, o giudici, non l'iniziare l'accusa, ma smettere di parlare: da essi sono stati compiuti misfatti tali per enormità e tanti di numero cosicché, vuoi che menta, non potrebbe formulare accuse più gravi di quelle che vi presento io, vuoi che voglia, non potrebbe dire completamente la verità, ma è necessario che l'accusatore si stanchi oppure il tempo a disposizione finisca.


PER L'UCCISIONE DI ERATOSTENE (Clicca qui >>)

2 Mi sembra che noi subiremo il contrario rispetto a ciò che accadeva nei tempi prima d'ora. Infatti prima bisognava che coloro che erano accusatori fornissero prove dell'odio che esisteva nei confronti degli accusati; ora, invece, è necessario investigare presso gli accusati quale odio avessero contro la città, a causa del quale ebbero il coraggio di commettere tali crimini contro di lei.
Non dico certo che non si adirerà perché non ha rancori e offese privati, ma perché ne hanno tutti una gran quantità

LA SCIENZA ELLENISTICA DI ERATOSTENE (Clicca qui >>)

3 a causa di offese private o pubbliche. Perciò io, o giudici, sebbene non abbia mai condotto cause mie o altrui, ora mi trovo obbligato dalle vicende accadute ad accusare costui, cosicché spesso mi sono trovato nell'inquietezza di non condurre, per l'inesperienza, in modo giusto e da incapace l'accusa in difesa di mio fratello e in mia difesa: ugualmente, tenterò di spiegarvi dall'inizio, cercando di essere il più breve possibile.

LISIA - PER L'INVALIDO (Clicca qui >>)

4 Mio padre Cefalo fu convinto da Pericle a venire ad abitare in questa regione, vi abitò per trent'anni e mai né noi né lui citammo in giudizio o fummo citati,

L'ORATORIA IN LISIA, DEMOSTENE E ISOCRATE (Clicca qui >>)


5 ma vivevamo retti da governo democratico così che non commettemmo mancanze nei confronti degli altri, né venimmo offesi da altri. Dopo che i Trenta, che erano dei poveracci e dei sicofanti, salirono al potere, affermando che era necessario rendere la città libera dai malvagi e che gli altri cittadini si dedicassero alla virtù e alla giustizia e, sebbene dicessero queste cose, non osavano praticarle, come io, avendo parlato prima delle mie e delle vostre vicende cercherò di farvi ricordare.