Medea di Euripide

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Euripide: opera "medea". Testo in greco e relativa traduzione in lingua italiana (1 pagine formato doc)

Euripide - Medea Euripide - Medea Primo episodio Mhdeia: Korinyiai gunaikew, ejhlyon domvn mh moi ti memchsy': oida gar pollouw brotvn semnouw gegvtaw, touw men ommatvn apo, touw d' en yuraioiw: oi d' af' hsuxou podow duskleian ekthsanto kai ra+yumian.
dikh gar ouk enest' en ofyalmoiw brotvn. ostiw prin androw splagxnon ekmayein safvw stugei dedorkvw, ouden hdikhmenow. xrh de jenon men karta prosxvrein polei: oud' aston h+nes' ostiw auyadhw gegvw pikrow politaiw estin amayiaw upo. emoi d' aelpton pragma prospeson tode cuxhn diefyark': oixomai de kai biou xarin meyeisa katyanein xrh+zv, filai. en v+ gar hn moi panta, gignvskei kalvw, kakistow andrvn ekbebhx' oumow posiw.
pantvn d' os' est' emcuxa kai gnvmhn exei gunaikew esmen aylivtaton futon: aw prvta men dei xrhmatvn uperbolh+ posin priasyai despothn te svmatow labein: kakou gar tout' et' algion kakon. kan tv+d' agvn megistow, h kakon labein h xrhston. ou gar eukleeiw apallagai gunaijin oud' oion t' anhnasyai posin. ew kaina d' hyh kai nomouw afigmenhn dei mantin einai, mh mayousan oikoyen, oiv+ malista xrhsetai juneuneth+. Medea: Donne di Corinto, sono uscita da casa perché non mi rimproveriate di qualcosa; so infatti che molti uomini sono superbi, sia (lontani) dagli occhi sia (visibili) all'esterno; altri invece per il passo tranquillo si procurano cattiva fama e noncuranza. La giustizia infatti non è negli occhi dei mortali, se chiunque, prima di aver conosciuto chiaramente il cuore di un uomo, lo guarda con odio, senza aver avuto alcun torto. Bisogna che un ospite si adegui molto a una città: né approvo un cittadino che, essendo orgoglioso, è aspro con i concittadini per stoltezza. Essendomi accaduto questo evento inatteso mi ha distrutto l'anima; me ne vado e avendo lasciato (ogni) gioia di vita desidero morire, amiche. Infatti il mio sposo, in cui per me era tutto, lo so bene, è risultato il peggiore degli uomini. Fra tutti quanti sono animati e hanno un'intelligenza noi donne siamo la specie più sventurata; (le quali) per prima cosa dobbiamo comprare un marito a caro prezzo e prenderci un padrone del (nostro) corpo; questo male è ancora più grande dell'(altro) male. E in questo c'è un rischio grandissimo: prendere (un marito) cattivo o uno buono. Infatti non ci sono separazioni onorevoli per (noi) donne, né è possibile ripudiare lo sposo. Giunta tra costumi e leggi nuove la donna deve essere un'indovina (per sapere), non sapendolo da casa, con quale compagno dovrà trattare al meglio.