I doni di Epimeteo agli esseri viventi: versione di greco

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Versione di greco dal Protagora di Platone: I doni di Epimeteo agli esseri viventi (1 pagine formato doc)

I DONI DI EPIMETEO AGLI ESSERI VIVENTI: VERSIONE GRECO

I doni di Epimeteo agli esseri viventi.

Protagora di Platone. Epimeteo escogitava queste doti (/creava queste specie) facendo attenzione che nessuna specie venisse danneggiata; dopo che li ebbe forniti di vie di scampo dalla reciproca distruzione, escogitava un espediente contro le stagioni (originate) da Zeus vestendoli di folti peli e di dure pelli, adatte a difenderli dal freddo, ma capaci (di difenderli) dal caldo, e affinché, andando a letto (lett. quando andavano a letto), queste medesime cose fossero a disposizione di ciascuno come coperta personale e naturale; e sotto le zampe (dotò) alcuni di zoccoli, altri  di unghie e pelli dure e prive di sangue.
In seguito procurò ad alcuni certi tipi di nutrimento, ad altri erba, ad altri frutti degli alberi, ad altri radici; e c’erano alcuni ai quali concesse che la carne (lett. il nutrimento) degli altri animali fosse il loro nutrimento; e a alcuni procurava scarsa fecondità, mentre agli alti, eliminati da questi, una grande fertilità, offrendo salvezza alla specie (traduzione alternativa, considerando il participio come sostantivato: quelli che…).

Socrate, Platone e Aristotele a confronto