Sulla pace - Demostene

Appunto inviato da lorenzciocca
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Traduzione di alcuni capitoli dell'opera di Demostene. Versi da 1 - 5 paragrafi (2 pagine formato doc)

SULLA PACE - Demostene SULLA PACE - Demostene Vedo, o cittadini ateniesi, che la situazione attuale presenta molte difficoltà e confusione, non solo per il fatto che abbiamo perso molti territori e non vi è nulla di giovevole a ben parlare di essi, ma anche riguardo al resto sugli stessi argomenti non c'è nessuno che crede l'utile allo stesso modo, ma ad alcuni sembra in un modo, ad altri diversamente.
2. Il decidere pur essendo per natura increscioso e difficile, ancora di più voi lo avete fatto, o cittadini ateniesi; infatti tutti gli altri uomini hanno per loro abitudine di prendere decisioni prima che i fatti siano avvenuti, voi dopo che i fatti siano avvenuti. Da questo fatto deriva (per tutto il tempo che io so) per la mia esperienza, che colui che vi rimprovera per quelle cose che avete sbagliato, acquisti buona fama, al contrario i fatti e quegli avvenimenti intorno ai quali voi decidete mi sfuggono.
3. Tuttavia, stando così le cose, credo, e essendomene persuaso mi sono alzato in piedi, qualora vogliate ascoltarmi, avendo smesso di rumoreggiare e disputare tra di voi, come conviene a coloro che prendono decisioni per lo Stato e su argomenti di siffatta importanza, di avere da suggerire e da dire (rimedi) per i quali sia la situazione presente sarà migliore, sia le perdite subite saranno ripagate. 4. So perfettamente, o cittadini ateniesi, che presso di voi parlare di sé stessi e ricordare i propri discorsi (che uno che da sé fece e di se stessi innanzi a voi fu sempre tra le cose molto gradevoli per coloro che osavano farlo), è cosa molto utile per coloro che osavano farlo, io così lo ritengo molesto e gravoso che pur vedendo che ce n'è necessità, tuttavia esito a farlo. Credo comunque che sarebbe cosa migliore per voi poter giudicare su quegli argomenti che io ora dirò se richiamaste alla mente pochi di quei discorsi fatti da me. 5. Io infatti, o cittadini ateniesi, in primo luogo, quando alcuni di voi vi persuadevano, quando la situazione in Eubea era tutta in subbuglio, a recare aiuto a Plutarco, e a sobbarcarsi una guerra da cui non si ricavava nessuna gloria e dispendiosa, per primo e da solo essendomi alzato mi opposi e poco mancò che non fu fatto a pezzi da quelli che per misero guadagno vi avevano persuaso a commettere errori spesso e in malo modo (molti e grandi), e trascorso breve tempo oltre che ad attirarvi vergogna e soffrire pene quali mai nessuno degli uomini esistenti ha sofferto mai da parte di quelli, ai quali era corso in aiuto, tutti voi riconosceste e la cattiveria di quelli che (vi) avevano consigliato queste cose e che io avevo detto le cose più sensate.