Plutarco: Educazione dei figli

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traduzione dell'opera: "Educazione dei figli". Parafrasi dell'opera completa (12 pagine formato doc)

Plutarco Plutarco "L'educazione dei figli"1 Traduzione di Giuliano Pisani Paragrafi 1 Che si potrebbe dire sull'educazione dei ragazzi liberi e sui metodi per farne persone serie e perbene? Vediamo un po'! 2 Ma forse è meglio iniziare direttamente dal concepimento.
A chi desidera avere figli che godano di buona reputazione, io suggerirei di non sposarsi con donne qualsiasi, intendo dire cortigiane o concubine, perché se uno nasce con una macchia d'origine dovuta al padre o alla madre la porta poi con sé, incancellabile, per tutta la vita e offre a chiunque lo voglia l'opportunità di rinfacciarglielo e di insultarlo. Saggiamente dice il poeta: Quando una stirpe ha cattive le basi, la discendenza è per forza infelice.2 Bel tesoro di libertà di parola è la bontà dei natali e chi aspira a generare figli legittimi se ne deve preoccupare moltissimo.
Se l'origine è adulterata e di bassa lega, anche gli spiriti grandi sono destinati, inesorabilmente, a insuccessi e umiliazioni, e con piena ragione il poeta dice: E si fa servo, per quanto animoso di cuore, chi viene a sapere colpe di padre o madre.3 Chi invece vanta genitori illustri freme indubbiamente d'orgoglio e di fierezza. Si racconta, ad esempio, che il figlio di Temistocle, Diofanto, dicesse spesso e in pubblico che i suoi desideri erano condivisi anche dal popolo ateniese, perché quel che voleva lui lo voleva anche sua madre, quel che voleva sua madre lo voleva anche Temistocle e quel che voleva Temistocle lo volevano anche tutti gli Ateniesi.. Degno d'elogio davvero è anche il senso di grandezza degli Spartani, che inflissero una multa al loro re, Archidamo, perché s'era adattato a sposare una donna di bassa statura, imputandogli l'intenzione di dar loro non dei re, ma dei reucci. 3 A queste considerazioni se ne potrebbe collegare un'altra, che non era trascurata nemmeno da quanti, prima di noi, si sono occupati di questi temi. Di che si tratta? Alludo al fatto che chi si unisce alla moglie con il proposito di procreare deve essere completamente sobrio o perlomeno aver bevuto moderatamente, perché chi è concepito da un padre in stato di ubriachezza finisce di solito per diventare lui stesso un avvinazzato e un ubriacone. Per questo anche Diogene, vedendo un giovinetto che delirava e farneticava: «Ragazzo mio - gli disse - tuo padre doveva essere ubriaco quando ti generò!». Ma per quel che riguarda il concepimento basti quanto ho detto. Passiamo ora ad occuparci dell'educazione. 4 In generale, anche per la virtù si devono ribadire i concetti che abitualmente enunciamo a proposito delle arti e delle scienze, e cioè che per pervenire a una condotta impeccabile si richiede il concorso di tre fattori: natura, parola e abitudine. Per parola intendo l'istruzione, per abitudine l'esercizio. Le basi sono offerte dalla natura, i progressi dall'istruzione, le acquisizioni dall'applicazione, la perfetta riuscita dalla concomitanza di tutte queste condizioni. Se ne viene a mancare una, la virtù risulta inev