Qui vult esse beatus, colit virtutes, vitia fugit

Appunto inviato da lineju
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Versione di greco (1 pagine formato doc)

V’è molta necessità che il saggio, essendo giusto, valoroso e pio, sia un uomo completamente buono, e in quanto buono faccia bene e giustamente ciò che dovrebbe fare, che chi agisce bene sia beato e felice, mentre il malvagio e chi agisce male sia infelice; questo sarebbe chi si comporta contrariamente al saggio, l’intemperante.


Io considero ciò in questo modo e affermo che queste cose sono vere: se sono vere, chi vuole essere felice, come sembra, deve perseguire e praticare la saggezza, deve fuggire l’intemperanza come ciascuno di noi può con i piedi, e deve essere pronto soprattutto a non avere alcun bisogno di essere punito, qualora ne abbia bisogno egli stesso o un altro familiare, un singolo individuo o la città, deve essere inflitto con una pena e deve essere punito, se ha intenzione di essere felice.

Questo mi sembra che sia il fine, verso cui guardando bisogna vivere, tendendo a esso tutte le azioni proprie e della città, affinché la giustizia e la saggezza siano presenti a chi ha intenzione di essere felice, così agire, non lasciando che i desideri siano dissoluti, non cercando di soddisfarli, essendo un male interminabile, vivendo una vita da ladro..