Traduzioni 4 versioni greco

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Traduzione 4 versioni di "le forme del discorso ":pag278 n.233; pag278 n.235; pag276 n.228; pag276 n.229... (1 pagine formato doc)

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233   Mentre Agesilao in Asia organizzava la campagna militare, in patria gli Spartani vennero a conoscenza con esattezza sia dell'arrivo di denero in Grecia, sia della coalizione che si andava costituendo contro di loro tra le maggiori città. Il momento apparve di estrema gravità e si convinsero della necessità di organizzare una campagna militare. Vi si dedicarono e intanto senza perdere tempo inviarono anche Epicidide da Agesilao con l'incarico di esporgli la situazione e fargli conscere l'ordine della città, di reintrare in soccorso della patria. Agesilao, appena ne fu informato, vedendo sfuggire i successi e le speranze ormai a portata di mano, ne fu visibilmente contrariato e convocò gli alleati.
Espose loro le decisioni di Sparta e disse che era indispensabile soccorrere la patria: "se la situazione si risolverà per il meglio, sappiate bene"concluse"o alleati, che non mi dimenticherò di voi, ma ritornerò qui per compiere ciò che richiedete". Ascoltate queste parole, molti non seppero trattenere le lacrime e, all'unanimità, si decretò di soccorrere Sparta con Agesilao e di ritornare con lui in Asia, se la situazione greca si fosse risolta in loro favore.   PAG 278 N. 235gli Ateniesi, considerando l'alto numero delle navi nemiche, timorosi di precipitare in una sconfitta come in precedenza, tanto piu che il Re aveva stretto alleanze con gli Spartani, assediati dalle incursioni provenienti da Egina, per tutti questi motivi desideravano ardentemente la pace. Gli Spartani a loro volta avevano guarnigioni e Lechaion e a Orcomeno, mantenevano inoltre corpi militari sia nelle città a loro legate da rapporti amichevoli, per assicurarne la protezione, sia nei centri per i quali nutrivano qualche sospetto, per evitare defezioni. A questo si dovevano aggiungere le difficoltà derivanti dalla guerra di Corinto. In sostanza anche in Sparta lo stato di guerra si era fatto insopportabile. Quanto agli Argivi, consapevoli della mobilitazione decretata contro di loro e preoccupati che il pretesto dei mesi sacri non sarebbe servito a nulla, anche costoro erano inclini alla pace. In queste condizioni all'annunzio di Tiribazo, con il quale si comunicava che quanti erano disposti ad accettare la pace nei termini proposti dal Re si presentassero per dare la propria adesione, tutti si affrettarono ad arrivare. In loro presenza Tiribazo mostrò i sigilli reali e lesse il rescritto il cui testo diceva: "il re Artaserse ritiene sua legittima proprietà le città d'Asia e, tra le isole, Cipro e Clazomene; riconosce l'autonomia delle altre città greche, piccole e grandi, tranne Lemno, Imbro e Sciro. Queste ultime apparterranno, come in antico, ad Atene. A quanti non accettano questa pace, a costoro io muoverò guerra insieme a coloro che l'accettano, sia per terra sia per mare, con la mia flotta e con il mio tesoro".   N.228Gli Ateniesi, assediati per terra e per mare, non sapevano come sbloccare la situazione, privi com'erano di navi, di alleati e di