La congiura di Catilina

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T89 pag 410 Lucio Catilina, di nobile stirpe, fu uomo di grande forza ed animo, ma di indole cattiva e malvagia.
Fin dall'adolescenza gli furono gradite le guerre interne, le stragi, le rapine e le discordie civili, e in queste situazioni trascorse la sua gioventù. Aveva un fisico resistente alla fame, al freddo, alle veglie al di sopra di quanto chiunque possa credere. Aveva un animo audace, subdolo, mutevole, era simulatore e dissimulatore di qualsiasi cosa; desideroso delle cose d'altri, prodigo delle sue; ardente nei desideri; abbastanza eloquente, ma poco accorto. Il desolato animo desiderava sempre cose immoderate, incredibili, esagerate.
Dopo la dominazione di L. Silla lo aveva invaso il fortissimo desiderio di impadronirsi dello Stato, e non si curava affatto dei mezzi con cui raggiungere il suo scopo, pur di ottenere il potere. L'animo feroce era ogni giorno tormentato sempre più dalle ristrettezze e dal rimorso dei delitti, che erano resi più gravi da entrambi i comportamenti che sopra ho ricordato.