Apollo e Dafne di Ovidio: traduzione e riassunto

Appunto inviato da virginiasmaniotto
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Traduzione e riassunto dal latino del celebre brano di Ovidio, "Apollo e Dafne", tratto da "Le Metamorfosi" (1 pagine formato doc)

APOLLO E DAFNE DI OVIDIO: TRADUZIONE E RIASSUNTO

Ovidio.

Apollo e Dafne. La figlia di Peneo con paurosa corsa fuggì il Dio che stava per dire ancora parecchie cose e lasciò insieme a lui le parole incompiute.
Anche allora gli sembrò bella: i venti scoprivano il suo corpo e soffi contrari facevano ondeggiare le vesti che si opponevano ad essi ed una leggera brezza mandava indietro i capelli fluttuanti e la bellezza sembrava accresciuta dalla fuga.
Tuttavia il giovane Dio tollera di gettar via le lusinghe d’amore e dato che lo muoveva Amore stesso, insegue le orme affrettando il passo.
Come un cane gallico quando vede in aperta campagna una lepre e questo cerca correndo la preda, quella la salvezza, l’uno simile a chi sta per ghernire e già spera di averla in possesso e si getta sulle orme con il muso proteso; l’altra è nel dubbio se già sia stata afferrata e si sottrae agli stessi morsi e lascia le bocche che già quasi lo toccano: così il Dio e la vergine, questi è veloce per la speranza, quella per il timore.

Apollo e Dafne di Ovidio: traduzione


RIASSUNTO APOLLO E DAFNE 10 RIGHE

Colui che tuttavia insegue, aiutato dalle ali dell’amore, è più veloce e non dà tregua e incombe sulle spalle della fuggitiva e sfiora i capelli sparsi sul collo.
Esaurite le forze quella impallidì e vinta dalla fatica della fuga veloce, guardando le onde Penee, disse: ‘Aiutami, o padre, se voi fiumi avete un potere divino, annienta mutandola quella bellezza per la quale piacqui troppo’. Appena conclusa la preghiera un torpore pesante prende i suoi arti, il tenero petto viene cinto da una corteccia sottile, i capelli si dilatano in fronde, le braccia in rami, il piede prima tanto veloce si fissa in salde radici, la cima di un albero prende il posto del volto, soltanto il fulgore rimane in quella.
Anche questa Febo ama e posta la mano destra sul tronco sente ancora trepidare il petto sotto la recente corteccia e cingendo con le sue braccia i rami come se fossero membra, dà baci al legno: tuttavia il legno rifugge i baci.

Il mito di Apollo e Dafne: significato


APOLLO E DAFNE METAMORFOSI ANALISI

E a lei il Dio: ‘Dato che non puoi essere mia sposa – disse – almeno sarai la mia pianta.

Sempre ti avranno i miei capelli, la cetra, la mia faretra, o alloro. Tu accompagnerai i condottieri latini quando lieta una voce accompagnerà il trionfo e il Campidoglio vedrà lunghi cortei. Sui battenti della casa di Augusto, tu medesima, fedelissima custode starai davanti alla porta e proteggerai la quercia che sta nel mezzo; e come il mio capo si mantiene giovane con i capelli intonsi, anche tu porta sempre il vanto perpetuo della fronda’.
Il Dio Pan aveva concluso. L’alloro con i rami appena spuntati annuì e sembrò agitare la cima come se fosse una testa.