La battaglia di Alesia

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Traduzione del passo con breve riassunto e analisi di alcuni costrutti. (1 pagine formato doc)

LA BATTAGLIA DI ALESIA LA BATTAGLIA DI ALESIA Cesare, incontrato Labieno, decide di assalire Alesia, ultima roccaforte gallica, dopo la caduta della quale avverrà l'espansione definitiva dell'impero romano oltralpe.
Poiché i terrapieni e fossati non riuscivano più a contenere l'impeto dei nemici, Labieno radunò undici coorti che erano state fatte uscire dalle postazioni più vicine e che il fato gli fece trovare; e manda messaggeri per informare Cesare su ciò che egli ritiene sia meglio fare. Cesare affretta quindi la corsa per intervenire nel combattimento. Intuito il suo arrivo dal colore della veste che era solito indossare in battaglia quale segno di riconoscimento, e visti i drappelli di cavalleria e le coorti da cui si era fatto seguire, ben visibili dalle alture lungo i pendii e nella vallata, i nemici sferrano l'attacco.
All'urlo che sale dalle due parti risponde un grido dalla palizzata e da tutte le fortificazioni. I nostri abbandonano i giavellotti e continuano il combattimento con le spade. Ad un tratto, da dietro appare la cavalleria; altre coorti si avvicinano. I nemici si voltano di spalle; sulla loro fuga si gettano i cavalieri. Avviene un massacro. Sedullo, condottiero e principe dei Lemovici, viene ucciso; Vencassivellauno, l'arverno, viene catturato vivo durante la fuga; settantaquattro vessilli vengono portati indietro a Cesare; pochi, d'un così vasto numero, tornano incolumi all'accampamento. Dalla rocca, alla vista della sconfitta e della fuga del proprio esercito, e persa la speranza di scappare vivi, le truppe vengono ritirate dalle fortificazioni. La notizia provoca l'immediata fuga dei galli dall'accampamento. E se i nostri soldati non fossero stati stremati dai ripetuti interventi e dalle fatiche di una giornata intera, le truppe nemiche potevano essere completamente distrutte. Verso mezzanotte la cavalleria, inviata all'inseguimento, raggiunge la loro retroguardia; un gran numero viene catturato o ucciso, mentre i rimanenti fuggono e rientrano ai loro villaggi. ANALISI DEL TESTO: Vestitus: Cesare indossa la tunica tipica dei comandanti romani, un mantello dal colore rosso-porpora, visibile da distanze considerevoli. Adventu cognito: ablativo assoluto con valore temporale-causale. Proelium committunt: attaccare battaglia (commettere significa propriamente “collegare”) Sedullus, Vencassivellaunus: nomi di comandanti galli; il primo caduto sotto le mura di Alesia; il secondo, cugino di Vercingetorige, tenta la fuga. Conspicati: riferito a hostes, soggetto sottinteso, significa “avendo visto” Desperata salute: tradotto con l'espressione “persa la speranza di scappare vivi”. Despero si costruisce con diversi casi, pur mantenendo il suo significato. Hac re audita: ablativo assoluto con valore temporale. De media nocte: tradotto con “verso mezzanotte”, stesso costrutto di primo vere o di in imo colle.