Cicerone - Primato di Socrate

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Traduzione versione di Cicerone tratta dal De Oratore III. Testo in latino e traduzione in lingua italiana (1 pagine formato doc)

XVI] [59] Sed quod erant quidam eique multi, qui aut in re publica propter ancipitem, quae non potest esse seiuncta, faciendi dicendique sapientiam florerent, ut Themistocles, ut Pericles, ut Theramenes, aut, qui minus ipsi in re publica versarentur, sed Cicerone - Primato di Socrate: Quorum princeps Socrates fuit, is qui omnium eruditorum testimonio totiusque iudicio Graeciae cum prudentia et acumine et venustate et subtilitate tum vero eloquentia, varietate, copia, quam se cumque in partem dedisset omnium fuit facile princeps […] cuius ingenium variosque sermones immortalitati scriptis suis Plato tradidit, cum ipse litteram Socrates nullam reliquisset.
Hinc discidium illud exstitit quasi linguae atque cordis, absurdum sane et inutile et reprehendendum, ut alii nos sapere, alii dicere docerent.
Nam cum essent plures orti fere a Socrate, quod ex illius variis et diversis et in omnem partem diffusis disputationibus alius aliud apprehenderat, proseminatae sunt quasi familiae dissentientes inter se et multum disiunctae et dispares, cum tamen omnes se philosophi Socraticos et dici vellent et esse arbitrarentur. [Cicerone, De Oratore III] Traduzione: Tra i quali fu il migliore, egli che per testimonianza di tutti gli eruditi ed a giudizion di tutta la Grecia con saggezza, acutezza, eleganza e sottigliezza, ed anche nell'eloquenza, nella varietà, nella quantità, risultò facilmente il primo di tutti in qualunque campo del sapere egli si fosse dedicato [...] Platone consegnò all'immortalità, con i suoi scritti, l'ingegno ed i vari discorsi di lui, non avendo, lo stesso Socrate, lasciato alcuno scritto. Da qui appare quella rottura, per così dire, di lingua e di cuore, veramente assurda, inutile e da criticare, che alcuni insegnano ad essere saggi, altri a parlare. Infatti, essendo discesa da Socrate una moltitudine, per il fatto che dalle sue discussioni varie e diverse e diffuse in ogni parte (della Grecia) l'uno aveva preso una cosa, l'altro un'altra, vi sono disseminate quasi delle famiglie discordanti tra loro e molto divise e su livelli differenti (di cultura); tuttavia tutti questi filosofi vogliono essere chiamati e considerati socratici.