Cicerone, Tusculanae disputationes, I, 1

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E' l'inizio delle Tuscolanae disputationes di Cicerone, con il testo in latino, la traduzione e la contestualizzazione storica. (1 pagine formato doc)

Cum defensionum laboribus senatoriisque muneribus aut omnino aut magna ex parte essem aliquando liberatus, rettuli me, Brute, te hortante maxime ad ea studia, quae retenta animo, remissa temporibus, longo intervallo intermissa revocavi, et cum omnium artium, quae ad rectam vivendi viam pertinerent, ratio et disciplina studio sapientiae, quae philosophia dicitur, contineretur, hoc mihi Latinis litteris inlustrandum putavi, non quia philosophia Graecis et litteris et doctoribus percipi non posset, sed meum semper iudicium fuit omnia nostros aut invenisse per se sapientius quam Graecos aut accepta ab illis fecisse meliora, quae quidem digna statuissent, in quibus elaborarent...Essendomi liberato (lett.: “Essendo io stato liberato”) finalmente delle fatiche dell’avvocatura e delle funzioni del senato, o del tutto o in gran parte, sono tornato a dedicarmi, o Bruto, soprattutto poiché tu mi esortavi, a quegli studi che ho ripreso dopo averli tralasciati per un lungo periodo, conservati nell’animo ma abbandonati per le circostanze, e dal momento che la conoscenza e l’apprendimento di tutte le arti che mirino al giusto modo di vivere è tenuta insieme dallo studio della sapienza, che è chiamato filosofia, ho ritenuto di doverlo illustrare attraverso la letteratura latina, non perché la filosofia non possa essere appresa attraverso la letteratura e i maestri greci, ma perché sono sempre stato dell’opinione.