La fine di Annibale

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La fine di Annibale: La fine di Annibale: Hannibal vitam finivit exul, longe a patria .Cotidie timebat ne in manus Romanorum caderet propter hoc cactus est sibi veneno mortem consciscere.
Quare digna commiseratione mihi videtur eius mors. Prusias ,poni rex, eius hospes, desiderabat amicitiam Romanorum et Carthaginiensium. Sed hospitium, quod Cannibali praebebat, suspiciones Romanorum suscitabat. Tandem ad eum legatos miserunt ad imperandum:”hospitem nobis committe”. Ille Hannibalemde periculi imminentibus celavit. Nam timebat nec volebat ab illis adpeti. Hannibal tamen vigilans erat.
Olim domus eius a Romanis circumdata est. Ea insignia ille cognovit: “hi milites” inquit “ad me veniunt capessendum.quomodo impediam ne in aedificium ingrediantur?. An vivus in manus eorum veniam?”. Tunc venenum sibi iussit portari et uno haustus bibit. Nam semper id paratum servabat. Traduzione: Annibale terminò la sua vita in esilio, lontano dalla patria. Ogni giorno temeva di cadere in mano dei romani, perciò fu costretto a procurarsi la morte con il veleno. Che cosa può sembrare più degna di commiserazione della sua morte? Prusia, re del pontio, suo ospite, desiderava l'amicizia dei romani e dei cartaginesi, ma il fatto che prestava ospitalità ad Annibale suscitava il sospetto dei romani. Infine gli mandarono degli ambasciatori orinandogli: “consegnateci il nemico” egli nascose Annibale dai pericoli imminenti. In verità temeva che i romani non volevano solo minacciarlo. Annibale era sempre attento. Un giorno la sua dimora venne circondata dai romani, riconoscendo le loro insegne “i soldati” disse “vengono a prendermi. In che modo posso impedire che entrino nell'edificio? Oppure giungerò vivo nelle loro mani?”. Allora si decise a prendere il veleno e lo bevve d'un fiato. Infatti lo teneva sempre pronto.