Horrida tempestas - Orazio

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Versione e commento del brano di Orazio "Horrida tempestas" (1 pagine formato doc)

Un’orrida tempesta contrasse il cielo, e le piogge e le nevi condussero giù Giove: ora il mare, ora le selve risuonano del Tracio Aquilone.
Cogliamo amici l’occasione del giorno finchè le ginocchia verdeggiano (sono giovani), e finché conviene si cancelli la vecchia fronte rannuvolata / cancelli la vecchiaia dalla fronte rannuvolata dall’età.. Tu prendi vini torchiati nell’anno della mia nascita (console di nascita) e smetti di parlare del resto: forse un Dio ridurrà (sistemerà) queste cose nella loro sede con benigno mutamento (rimetterà le cose apposto). Ora giova (conviene) cospargersi di nardo orientale e sollevare il cuore dalle crude preoccupazioni con la lira di Mercurio come cantò il nobile centauro al grande alunno (Achille): o invito figlio mortale nato dalla dea Tetide, la terra di Assaraco ti aspetta (Troia), che i fiumi dividono le fredde correnti dello Scamandro e del facile flusso del Simoenta da dove le parche, dalla trama infallibile ti impediranno il ritorno ne la madre Cerula ti ricondurrà a casa..