Pro Caelio, Cicerone

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Versione di "Pro Caelio" vv1-14 33-36 di Cicerone (file txt) (0 pagine formato txt)

Pro Caelio - Exordium Se per avventura, o giudici, fosse qui presente un tale che fosse all'oscuro delle nostre leggi, della nostra èrocedura e delle nestra usanze, si chiederebbe con stupore certamente quale sia la particolare gravità del processo che qui oggi si tiene, che in un giorno di festa e di pubblici giochi, quando è sospesa ogni altra attività forense, si celebra quest'unico giudizio e non avrebbe dubbi sul fatto che si stia perseguendo il reo di un delitto così grave che, se trascurato, lo stato non potrebbe più reggersi in piedi.
Lo stesso, venendo a sapere che vi è una legge che impone di procedere in qualsiasi giorno contro i cittadini sediziosi e facinorosi, che con le armi in pugno abbiamo posto l'assedio al senato, abbiano recato violenza a dei magistrati, abbiano attentato allo stato: non avrebbe niente da ridire sulla legge, ma vorrebbe conoscere quale sia il capo d'imputazione che forma l'oggetto della causa; quando poi venisse a sapere che ad essere deferito alla giustizia non è un gesto criminoso, un'azine sovversiva, un atto di violenza, ma un giovane di eminenti doti intellettuali, di notevole operosità, di posizione influente è accusato dal figlio di colui che egli si propone di trarre, ed ha già fatto, in giudizio, è attaccato con mezzi di cui si fa forte una prostituta: non biasimerebbe la devozione di quello, riterrebbe necessario reprimere il capriccio di quella donna, vi considererebbe, o giudici, veramente oppressi dal lavoro, voi ai quali non è concesso di starvene in pace neppure in un giorno che per tutti è di festa.
E in verità se voi vorrete prestare attenzione scrupolosamente e formarvi un'esatta opinione riguardo tutto questo processo, così stabilirete la vostra conclusione o giudici, che nessuno si sarebbe abbassato a questa accusa nè, piegatovisi, nutrirebbe per essa un granello di speranza, se non fosse stato sostenuto dall'intollerabile prepotenza e dall'odio fin troppo violento di qualcuno. Io perdono Atratino, mio giovane amico, pieno di cultura e di bontà, poiché lo scusano, o la reverenza, o la necessità, o l'età. Se l'accusa egli volle, ne dò colpa alla devozione filiale; se gli fu imposta, alla costrizione; se ne sperò qualcosa, alla immaturità degli anni. Contro gli altri, non che perdonare, si deve fieramente resistere. adsum,ades,affui,adesse miror,aris,atus sum,ari exerceo,es,ercui,ercitum,ere II decl dubito,as,avi,atum,are arguo,is,ui,utum,ere III decl neglego,is,xi,ctum,ere III decl possum,potes,potui,posse audio,is,ivi,itum,ire obsido,is,sedi,sessum,ere III decl adfero,fers,tuli,latum,ferre oppugno,as,avi,atum,are iubeo,es,iussi,iussum,ere III decl quaero,is,quaesivi,quaesitum,ere III decl improbo,as,avi,atum,are requiro,is,quesivi,itum,ere III decl versor,aris,atus sum,ari voco,as,avi,atum,are accuso,as,avi,atum,are reprehendo,is,i,ensum,ere III decl comprimo,is,pressi,pressum,ere III decl puto,as,avi,atum,are existimo,as,avi,atum,are licet,licuit,ere II decl adtendo,is,tendi,tentum,ere III