Lucrezio: Il sacrificio di Ifigenia
Il sacrificio di Ifigenia, tratto da De Rerum Natura di Lucrezio, I, 80-101. Analisi dettagliata (4 pagine formato pdf)
Perché contrastare con le verità razionali l’irrazionalità della religio? E’ dimostrato dagli
orrori che in nome di essa gli uomini hanno compiuto sin dalle origini dei culti.
A tal
proposito, Lucrezio cita l’episodio di Ifigenia, tratto da uno dei più noti cicli leggendari
dell’antichità, la saga troiana.
Si riflette sui risvolti più crudeli di tale episodio: un
sacrificio umano, permesso dal padre stesso della vittima, in nome di una crudele legge
“divina” che solo a tal prezzo avrebbe concesso i suoi favori, placando la propria ira contro
gli uomini. La visione della religione, all’interno della civiltà umana, è oscura, temibile,
sanguinaria: queste divinità si presentano, stando alle credenze diffuse, come entità
minacciose, capricciose, egoiste e cattive, arrivando a pretendere il più orribile dei sacrifici
(quello di un figlio) per placare il proprio potere.
Empia è ritenuta la dottrina epicurea,
perché non accetta l’idea dell’immortalità dell’anima e l’intervento “provvidenziale” degli
dei nella vita umana di, riflettendo su episodi come questo, che cosa davvero si può
definire empio e scellerato?
Anche perché, nella visione di Epicuro, in realtà gli dei
vengono riscattati, identificandoli come entità superiori beate, da prendere come modello
per eguagliarne l’imperturbabilità.
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